Sissi, Sisi o Lisi?

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Il signor Paul Heinemann (deceduto nel 2009, ndr) è un antiquario di Starnberg, deliziosa cittadina sull’omonimo lago bavarese a sud di Monaco, che ha una grande passione per tutto ciò che riguarda la principessa Elisabetta di Baviera, diventata imperatrice d’Austria nel 1854. Egli colleziona cimeli, libri, lettere ed oggetti vari legati al suo “mito”.

Con la simpatica moglie che asseconda il suo hobby e coadiuvato da qualche appassionato, gestisce privatamente un piccolo museo dedicato a Sissi, situato nella restaurata sala d’aspetto della vecchia stazione di Possenhofen, un tempo riservata ai membri del ramo ducale della famiglia Wittelsbach per i loro spostamenti dal palazzo di Monaco al castello sul lago.

 

In occasione del centenario della morte (1998) il signor Heinemann, forte delle sue conoscenze in materia e animato dalla sua autentica passione, ha sostenuto con articoli apparsi sulla stampa tedesca che Elisabetta di Baviera, nota come Sissi o Sisi, in realtà era chiamata Lisi e proprio in questo modo si firmava nella corrispondenza confidenziale di cui lui possiede alcuni originali.

 

Quindi “Lisi”, e non “Sisi” o “Sissi” come ovunque viene citata.

 

“Lisi” è infatti il diminutivo di Elisabeth e sembrerebbe che a far nascere per errore quello di “Sisi” sia stato addirittura il giovane imperatore d’Austria Francesco Giuseppe che interpretò come una “S” maiuscola la svolazzante “L” con cui la sua innamorata si firmava.

 

TuttoBaviera ha avuto modo di conoscere il signor Heinemann, di visitare il piccolo museo e visionare le copie delle lettere con questa discussa firma che sembra rendere convincente la sua teoria.

 

Di parere contrario è Brigitte Hamann, la nota biografa di Sissi. Lei sostiene infatti che l’unico che la poteva chiamare “Lisi” era suo padre, il duca Max di Baviera, in quanto esiste una lettera a lui indirizzata e firmata proprio in questo modo. La madre, le sorelle ed i fratelli - prosegue la storica tedesca - la chiamavano abitualmente “Sisi” (con una “s” soltanto). La Hamann ha dichiarato che molto probabilmente l’antiquario di Starnberg ha innescato questo dibattito sui giornali per farsi pubblicità.

 

Il nome “Sissi” (con doppia “s”) è invece scaturito con risonanza internazionale a partire dalla metà degli anni ’50 in seguito alla proiezione dei film storico-edulcorati del regista viennese Ernst Marischka con l’indimenticabile Romy Schneider nel ruolo della protagonista.

 

Ad ogni buon conto, per contrastare le teorie precedenti, nella targa commemorativa posta sul palazzo ducale della Ludwigstrasse 13 a Monaco per ricordare la nascita di Elisabetta hanno usato ancora un altro diminutivo - “Sissy”, con doppia “s” e addirittura con la “y” finale - che veniva usato da alcuni membri della famiglia come la principessa Teresa di Baviera e la contessa Maria Larisch.

 

Chi avrà ragione?

Fabio Zeggio

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