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I ricordi del cuore

 

Le fanfiction (meglio conosciute come "fanfic") sono storie scritte dagli ammiratori che raccontano le vicende dei propri personaggi preferiti modificandone il destino. Spesso le storie prendono un risvolto davvero insolito.

 

La vicenda narra della scomparsa della baronessa von Leonrod, la tutrice di Ludwig II, avvenuta nel 1881. Ludwig, davanti alla sua tomba, ricorda i bei momenti passati.

 

Mia adorata Meilhaus,

 

ora che voi avete varcato la soglia del Paradiso, spero che mi trasmettiate ancora il vostro caloroso affetto. Quell'affetto che la mia famiglia non mi ha saputo dare.

 
Ogni qualvolta mi impedivano di piangere voi, di nascosto, mi prendevate tra le vostre braccia e mi dicevate: «Sfogatevi, bambino mio, sfogatevi». Quella dolce parola, me l'avete ripetuta anche quando ero stato incoronato da poco ed ero terrorizzato dai grossi compiti che mi attendevano.

 
Ve lo ricordate? Mi ricordo anche quando voi mi insegnaste a "volare". A volare come Icaro, nei miei sogni. Uno di questi "voli" lo abbiamo fatto assieme, immaginando di essere dei pegaso e di librarci sul monte Olimpo ad osservare fauni e ninfe che danzavano e suonavano per allietare gli dei.

 

Il monte era colmo di prati con migliaia di fiori di una gradevole fragranza, di cascate dal grande scroscio e di tanti uccelli che cinguettavano melodiosamente. Era meraviglioso! Come è stato meraviglioso anche quella volta che mi faceste conoscere quei due bambini! Avevo nove anni ed eravamo a passeggiare in quel villaggio, nelle vicinanze di Hohenschwangau, e avevate notato che mi ero fermato a osservare un gruppo di bambini che giocavano con una palla.

 

Mi colpiva per come giocavano con tanta spensieratezza, rispetto ai pomposi figli dei nobili con cui i miei genitori mi obbligavano a stringere amicizia. Voi, con un sorriso complice, mi avevate chiesto: «Volete andare a giocare con quei bambini? Vero?». Io vi risposi con un timido sì.

 

Con il vostro consenso e degli accompagnatori che avevano chiuso un occhio, mi avvicinai a quel gruppetto domandando se potevo unirmi a loro. Acconsentirono e ci divertimmo fino allo sfinimento. Uno di loro mi chiese: «Qual è il tuo nome?» Io risposi: «Ehm... Willhelm.» Non volevo che scoprissero che ero l'erede al trono.

 

Lui: «Piacere, io mi chiamo Thomas e lei è mia sorella Clotilde» disse, indicando una piccola bambina che si nascondeva, dietro alle sue spalle. Thomas era mio coetaneo e Clotilde aveva quattro anni ed erano figli di due contadini. Alla piccola dissi: «Non temere! Non sono pericoloso!» e aggiunsi «vuoi che ti riaccompagno a casa a cavalluccio, sulle mie spalle? Così parliamo un pò e magari potremmo diventare amici».

 
Clotilde non se lo fece dire due volte e si aggrrappò alla mia schiena. Così io e voi, mia Meilhaus, accompagnammo quei due bambini a casa loro. Thomas e Clotilde erano straordinari e mi ricordo che, di nascosto, andavamo a trovarli spesso. Era molto divertente quando, ai loro genitori, avevate detto di essere mia madre e che mio padre era un avvocato.

 
Per me fu un periodo di immensa gioia frequentare quei due fratelli. Giocavamo con i ragazzini del vicinato, alla battaglia dei cuscini e a fare navigare le barchette che costruivamo con i gusci delle noci, nei ruscelli. Qualche giorno dopo il mio compleanno, loro mi chiesero di chiudere gli occhi e di entrare a casa loro. Quando li aprii, vidi che attorno al tavolo c'erano tanti bambini e, al centro, una crostata con le candeline. Mi avevano organizzato una festa anche loro!

 

Thomas mi regalò un piccolo cigno di legno intagliato da lui e Clotilde mi regalò un fazzoletto con una piccola ape da lei ricamata. Purtoppo tutto quella felicità svanì quando mio padre decise di sostituirvi con quei freddi precettori. Non rividi mai più quei fratelli che, ancora adesso, mi mancano. Chissà se anche loro non si sono dimenticati di me. Spero che, ovunque siano, abbiano una vita gioiosa e delle belle famiglie.

 
Per tutto questo, mia adorata Meilhaus, io vi ringrazio e che Dio vi benedica.

 
Il vostro devotissimo Ludwig.
 

Valentina Bonacci

 

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