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Ludwig & Sophie,

la carezza nel pugno

 

Le fanfiction (meglio conosciute come "fanfic") sono storie scritte dagli ammiratori che raccontano le vicende dei propri personaggi preferiti modificandone il destino. Spesso le storie prendono un risvolto davvero insolito.

 

La storia racconta della rottura del fidanzamento tra Ludwig II e la cugina Sophie.

 

E' autunno e, da una finestra di Possenhofen, osservo le foglie che cadono dagli alberi. Il giorno delle nostre nozze, già rimandate, si sta avvicinando. La cosa fa sentire, in me, un turbine di eccitazione ma, nello stesso tempo, di tristezza.

 
Sì, di tristezza perchè, voi, mio amato Ludwig, non mi degnate più di uno sguardo già da diverso tempo. Anche se, in questo momento, siete qua con me, il vostro sguardo è rivolto verso un libro che state leggendo con aria sognante.
 

Mi volto verso di voi e vi chiedo: «Cugino mio... mi amate?». Voi, per tutta risposta, dite, con tono secco: «Non siate sciocca, Sophie!... Altrimenti, non avrei chiesto la vostra mano, vi pare?». Vedo che l' idea del matrimonio vi è più una tortura che una cosa meravigliosa.

 
Mi domando: Perchè?!?!... perchè non riesco ad affascinarlo di più, rispetto a mia sorella Elisabeth, anche se è la sua maggiore confidente? Perchè non apre il suo cuore anche con me? La voce della nostro fidanzamento che sta andando in declino, raggiunge anche Nizza, dove vive vostro nonno, il vecchio re Luigi I.

 
Appresa la notizia, viene a farci visita per sapere di più sul nostro rapporto. Ad un certo punto, vostro nonno vi ha preso da parte e vi chiede: «Mio caro ragazzo, voi volete veramente sposare la piccola Sophie?». Voi: «S...sì». Luigi I: «Uhm! Non sembrate convinto». Voi, con voce tremante: «N...non so più che cosa voglio!»

 
Vostro nonno: «C'è solo un modo per capire se siete fatti per stare insieme». Voi: «Quale sarebbe?». Luigi I: «Concedervi l'uno con l'atro». Voi, con un espressione sottomessa: «Ci proverò».

 

La sera di quello stesso giorno, ci diamo appuntamento nella vostra camera da letto, al castello di Berg. Io vi anticipo, nella stanza, sfilandomi la vestaglia e la camicia da
notte e mi metto sotto le coperte. In quel momento, sentivo un certo ardore sulla mia pelle nuda rinfrescata dal leggero filo d'aria che filtrava dalla finestra.

 

Sto pensando a quanto sarebbe bello che mi sfioraste, mi baciaste e mi diceste: «Ti amo». Poco dopo , siete entrato voi avvolto solo in una vestaglia di seta. Ad un certo punto mi dite: «Voltavevi». Io chiedo: «Perchè?»

 
Voi, duramente, ripetete: «Ho detto: voltatevi!» Anche se mi sono voltata, sento il fruscio della veste che scivolava giù dal vostro corpo. Una volta che mi siete giaciuto accanto , ho intenzione di abbracciarvi ma mi avete bloccato le braccia, con dolcezza, dicendomi: «Sophie, io credo che le nostre anime e i nostri corpi non sono adatti ad unirsi». «Perchè dite questo?» «Perchè credo che voi meritate di più. Voi siete dolcissima e avete un animo delicato e, quindi, meritate un compagno che vi possa proteggere e darvi sicurezza. Purtroppo, quella persona non sono io.»

 
«Siete invaghito di mia sorella Elisabeth, vero?» «No. Anche se l'ammiro molto, non significa che ne sia innamorato». Dal mio viso sta scendendo una lacrima ma, voi, Ludwig, me l'asciugate lievemente con il pollice: «Non sprecate le vostre lacrime per uno come me. Credetemi è la cosa migliore se ci lasciamo. Se diventate la mia sposa , sono certo che sareste infelice e io non potrei sopportarlo.» «Va bene, come volete voi» dico con la voce rotta da un pianto sommesso.

 

«Ora è meglio che andate a riposarvi nella camera degli ospiti. L'ho già fatta preparare» e mi avete dato un bacio sulla fronte. Poi, per non farmi sentire in imbarazzo, vi siete voltato, in modo che io possa rivestirmi tranquillamente.

 

Prima di uscire dalla stanza, mi sono accorta che vi siete addormentato e noto la vostra splendida schiena liscia come il raso, illuminata dalla Luna, e il respiro lento che faceva vibrare leggermente alcune ciocche dei vostri capelli posate su una guancia.

 

Mi avvicino lentamente e accarezzo il morbido incarnato della vostra spalla. La mia mano la serro e l'avvicino al petto. Voglio conservare quella carezza in un pugno per sempre nel mio cuore.

 

Questo è l'unico ricordo che voglio conservare di lui.

 

Addio caro Ludwig! Addio amore mio!

 

Valentina Bonacci

 

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