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Schachenhaus, la casa di caccia

di Re Ludwig II

 

Il casellante con l'abito tipico

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Era parecchio tempo che pensavo a questa visita: dopo aver visto il maestoso castello di Neuschwanstein, il prezioso Linderhof ed il sontuoso Herrenchiemsee mi mancava la “casa reale “ di Schachen, anche questa fatta edificare da re Ludwig II, il monarca che tanto ha destato il mio interesse.
 

Fatta costruire tra il 1870 ed il 1872 in legno, in stile tipicamente alpino, si erge davanti alle ripide pareti del Wetterstein a 1.870 metri d’altezza. Per questa visita non avrei avuto il “conforto” di nessuno, vuoi per la difficoltà nel raggiungere la meta, vuoi per la brevità del viaggio. Ma ero fermamente deciso!
 

Alle ore 6:00 sono già sulla mia Astra SW mentre la musica dance preferita mi carica a dovere. Velocemente oltrepasso Verona e mi immetto nell’autostrada del Brennero, direzione confine di stato. Meno di 300 chilometri con traffico fortunatamente scarso ed il cartello autostradale indica che il confine di stato è alle porte. Sono in territorio austriaco ed una breve sosta ristoratrice a ridosso del famoso ponte (a pagamento!) Europabrücke, poco distante da Innsbruck, ci vuole.
 

Continuo sulla A13 ed oltrepassato Innsbruck, proseguo per ulteriori 20 chilometri. Lascio l’autostrada, che riprenderò al ritorno avendo la “vignette” valida per dieci giorni sulle autostrade austriache (prezzo Euro 7,70) e mi dirigo verso la località di Zirl per proseguire poi, in direzione nord. Oltrepasso lo Scharnitzpass ed entro nella regione tedesca: ancora pochi chilometri per raggiungere la meta.
 

Supero il grazioso paese di Mittenwald, famoso per le case dipinte, ed arrivo nel centro di Klais, da dove parte la strada privata. Ed infatti è cosi: l’indicazione “Schloss Elmau” è presto individuata. Circa un chilometro prima di scorgere un tipico signore bavarese nei suoi sgargianti vestiti originali posto all’ingresso di questa strada privata a pagamento, immersa nel verde. Tre euro ed alcuni chilometri ed arrivo in uno spiazzo pieno di auto, che rappresenta, penso, il parcheggio finale prima dell’arrampicata a piedi. Due escursionisti ultra attrezzati mi fanno capire di aver ragione: questo è il “famoso” parcheggio.

 

Il percorso immerso nella natura

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Sono trascorse circa 6 ore dalla mia partenza stamani e non posso perdere tempo se voglio visitare la Casa Reale, la cui ultima visita è prevista per le ore 15:00. Il percorso semi-montano ha inizio. Un piccolo torrente mi accompagna per la prima mezz’ora di cammino, in mezzo ad un verde rigoglioso ed a una natura incontaminata. Sono tanti gli escursionisti che incontro come sono tanti coloro che incontro sulle loro attrezzate mountain-bike. Continuo a salire in un silenzio rotto soltanto dal canto degli uccellini e dallo stridore dei freni di bicicletta di coloro che scendono a tutta velocità.
 

Ci vogliono circa 3 ore e mezza prima di giungere alla meta e se gli orari della visita saranno rispettati devo compiere il tragitto in poco meno di tre ore. Soltanto il tempo di scambiare due parole durante la salita con due arzilli turisti tedeschi che già sono distanziati, anche se la stanchezza che traspare in me è evidentissima come lo è il mio ansimare.
 

Continuo a salire ma ora una foto ricordo a questo secondo bivio con l’indicazione della Casa Reale è doverosa, grazie anche al gruppo di escursionisti fermi a riposare. Si continua e mentre mi inerpico sempre più la vegetazione lussureggiante tende a diradarsi. Sono due ore che sono in marcia e tranne soltanto una manciata di minuti per scattare alcune foto, non ho fatto alcuna sosta. Il respiro continua ad essere sempre più affannoso, mentre i muscoli delle gambe sembrano scottare.
 

Ma ad un tratto all’uscita di una curva di questo ripido sentiero vedo per la prima volta la “Casa Reale” del re Ludwig II. Sono quasi le ore 15:00 e moltiplico gli sforzi per arrivare in tempo: ora anche la neve è presente, segno che si continua a salire. Ma finalmente dopo altri estenuanti venti minuti di intensissima marcia ci sono: sono davanti alla Schachenhaus!
 

Circa tre ore di vigoroso cammino ma sono veramente soddisfatto. Il panorama che si ammira da qui non può essere descritto. Non ho parole per descrivere la mia gioia e tra pochi minuti avrò il piacere di visitare questa altra costruzione del Re bavarese, sicuramente la più difficile da raggiungere.

 

Lo chalet di Re Ludwig

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Il cartello posto davanti all’ingresso indica che l’ultima visita per la giornata di oggi è alle ore 15:15 ed il numero massimo di visitatori ammessi ad ogni visita è pari a 30 persone. Nonostante sia affamato e poco distante da me abbia visto un bel ristorante dove poter mangiare e riposarsi, non mi muovo dall’ingresso. E faccio bene perché raggiunto il numero previsto la guida blocca l’accesso agli altri turisti.
 

Sono all’interno e dopo aver pagato il biglietto di ingresso (Euro 4,00) la visita ha inizio.
Anche in questo frangente sono molto emozionato e in un attimo ripercorro la vita di questo sovrano bavarese che tanto mi ha affascinato. Si inizia con le sale al pianterreno, arredate in modo semplice sicuramente lontane dalla sfarzosità dei suoi castelli, dove spicca un bel busto raffigurante il Re posto proprio all’ingresso. Ad un certo punto da una piccola porticina seminascosta una ventina di stretti e ripidissimi scalini a chiocciola ci portano al piano superiore. E’ il mio turno nel salire e quello che si presenta ai miei occhi una volta arrivato sopra è qualcosa di affascinante.


Un salone orientale di estrema bellezza è davanti ai miei occhi. E’ un tripudio di sfavillanti colori e di oggetti, che rendono questa sala unica. Non so dove guardare tanto è sfarzosamente arredata e sicuramente le mie parole non bastano ad esternare il mio stato d’animo in questo momento. Rimango alcuni minuti a guardare questo incredibile salone orientale, riccamente arredato con una fontana nel centro ed innumerevoli finestre dai mille colori che rendono questa sala veramente magica.
 

Con questa visione ha termine la visita di questo gioiello immerso in uno scenario di incomparabile bellezza paesaggistica. Ora non mi resta che compiere il tragitto a ritroso, sicuramente stanco ma contento ed appagato per aver personalmente visto questa costruzione legata a questa figura storica, a questo Re bavarese ancora tanto ricordato qui in Baviera.

 

Antonio Quarta

 

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