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Il mio primo

mercatino di Natale

 

Rothenburg

[Fulvia]

 

Manca ormai poco all'Avvento 2007 e sono andata a spulciare i diari di viaggio degli anni passati. Mi sono soffermata sui tantissimi mercatini natalizi che ho visto. Rileggendoli ho riprovato le emozioni di allora e così ho deciso di condividere quello che è stato nel 1993 (5-8 dicembre).
 

1° giorno: Trieste – Ulm

(pranzo in Austria, pernottamento a Ulm)

Partenza di buon'ora da Trieste, lungo l’autostrada Udine-Tarvisio abbiamo trovato tanta neve sia in Austria che in Germania, dove si è trasformata in un diluvio, e anche nebbia. Cominciamo bene! Siamo arrivati di sera sfiniti (e con gli occhi fuori dalle orbite) a Ulm nell’albergo prenotato da casa. Almeno non pioveva più.

Dopo una confortante ed abbondante cena, decidiamo di smaltirla con un giretto nella zona pedonale della città. Ci siamo resi conto immediatamente che, in Germania, il Natale è una cosa diversa. Lo si respira in ogni angolo: gli addobbi delle case, le luci alle finestre, le vetrine dei negozi, le strade… tutto luccica “alla grande”!

E la cattedrale… immensa, altissima con il campanile illuminato che si perdeva nella nebbia, in mezzo alle case a graticcio. Il freddo terribile con un ventaccio gelido e sferzante ci ha fatto ritornare alla realtà e rifugiarci di nuovo in albergo.

2° giorno: Ulm – Dinkelsbühl – Rothenburg – Norimberga

(pranzo a Rothenburg, pernottamento a Furth)

Dopo colazione siamo ritornati in centro per visitare la Cattedrale maestosa con le splendide vetrate e dopo un giretto, ancora tutto chiuso, ci siamo diretti verso la Romantische Strasse un po’ preoccupati per la strada col gelo della notte e la nebbia fittissima. Ma in Germania le strade sono pulite e la nebbia, avremmo scoperto in seguito, scompare alle 10 in punto! E' anche uscito un po’ di sole proprio quando siamo arrivati a Dinkelsbühl ed è iniziata la magia.

La cittadina ci è apparsa all’improvviso nella bruma subito dopo il fiume gelato, il sole pallido sfumava i colori, sembrava il film Brigadoon dove il villaggio compare ogni 100 anni. Ci siamo resi conto che era tutto reale quando, attraversato il ponte e sorpassate le mura, abbiamo sentito il rumore del traffico. Che anacronismo le automobili qui!

Case a graticcio, tetti spioventi, tendine di pizzo, insegne dorate, portoni dipinti e mille e mille decorazioni natalizie sulle finestre, sulle porte, sui balconi, dappertutto. Anche il grande presepe nella chiesa di St. Georg è particolare: al posto delle capanne ci sono le case a graticcio.

 

Viktualienmarkt - Monaco

[Fulvia]

 

Ancora un po’ storditi ci siamo recati a Rothenburg o.d.T. e siamo passati da una favola all’altra. Dopo aver attraversate le mura ci siamo fermati ammutoliti!

Una città giocattolo, completamente addobbata per Natale. L’aria impregnata di profumi di spezie e vin brulè, musichette in sottofondo con canti natalizi e carillon, la carrozza con i cavalli bianchi che faceva il giro della città, il mercatino sotto il municipio, i pupazzetti fatti con la frutta secca, i prosciuttini nei calzettoni e tanto altro ci sarebbe da dire… fino al carillon in perenne ricordo della “Grande bevuta” che salvò la città dal saccheggio durante la Guerra dei Trent’anni.

Due doverose parole ancora per il negozio di Käthe Wohlfahrt, dove Natale dura tutto l’anno: uno non sa dove guardare, annusare, ascoltare... c’è persino una balaustra che si affaccia sulla ricostruzione di un villaggio con al centro un abete gigante che ruota tra mille scintillii.

Al calar del sole il freddo pungente ci ha fatto fuggire, stanchi e infreddoliti ma felici di esser tornati bambini per un’intera giornata.

3° giorno: Norimberga – Monaco

(pranzo a Norimberga, pernottamento nei pressi di Monaco)

Abbiamo pernottato lungo la strada per Norimberga ed al mattino siamo partiti nella nebbia, che si è dissolta, puntuale, alle 10, anche se il cielo è rimasto cupo. Abbiamo cominciato con la fortezza. Qualcuno mi aveva detto che in Baviera d’inverno fa freddo, ma non c’è vento. Non è vero! Un ventaccio gelido si infilava dappertutto. Meno male che noi, con la Bora a casa, siamo un po’ allenati.

 

Via pedonale - Monaco

[Fulvia]

 

Il panorama sulla città nei giorni di sole deve essere strepitoso, visto che anche con le nubi era notevole. Siamo scesi a piedi verso la città vecchia, un gioiellino di case a graticcio. Abbiamo visitato i monumenti principali segnalati dalla guida, la Casa di Dürer, la chiesa di S. Sebald con due absidi, il Municipio... abbiamo visto il carillon di mezzogiorno con i principi che girano intorno al re e toccato l’anello della fontana che, si dice, porti fortuna e poi ci siamo lasciati avvolgere dalla magia del mercato con i suoi dolci e i suoi panini con i wurstel. Magici anche quelli! Peccato non esser riusciti a visitare il Museo del Giocattolo.

Il tempo, si sa, è tiranno e ci ha fatto ripartire verso Monaco, nella cui periferia abbiamo pernottato.

4° giorno: Ahimè, ritorno a casa

Al mattino abbiamo fatto un giro della zona pedonale sotto il diluvio, ci siamo inzuppati per vedere il carillon in Marienplatz, ma il grande negozio con i giocattoli in movimento che rappresentavano le fiabe ci ha un po’ confortati. Non abbiamo potuto goderci la città, solo una “toccata e fuga”. Dopo il pranzo nella famosa Hofbräuhaus superaffollata siamo ripartiti avviliti, sia per il tempo impietoso, sia per la fine di questi pochi giorni passati in un mondo veramente “diverso” dove ancora tanto ci sarebbe stato da vedere.

Questi quattro giorni sono stati sufficienti per aver fatto il “battesimo” della Baviera ed abbastanza pochi da lasciarci la voglia di ritornare. Ci siamo ripromessi che negli anni a venire qualche giorno nella Germania natalizia sarebbe stato il nostro regalo di Natale.


Abbiamo mantenuto la promessa!
 

Fulvia

 

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