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Rimini-Berlino,

andata e ritorno

 

Foto di gruppo a Bamberg

 

Se il nostro viaggio fosse un film di certo di chiamerebbe Rimini-Berlino... darebbe l’idea del viaggio e non della meta, proprio perchè, come recita Kavafis in “Itaca”:

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.


Gli itinerari on the road ci affascinano particolarmente per la possibilità di un maggior contatto con il paese, con la gente. La curiosità ci conduce alla scoperta di culture, persone, profumi e colori.

I protagonisti del nostro film siamo noi. E questo è incredibilmente bello.

Francesco (Checco) – Cultural Manager
Danilo – Financial and Technical Manager
Andrea – Alcolic and Smoking Manager
Diego – Contacts Manager e Mero Esecutore

Fondamentali nell’organizzazione del viaggio sono stati, oltre a “Tutto Baviera”, i siti “Turisti per caso” e “Ciao” per i racconti di chi ci ha preceduto (complimenti ai 5 Varesotti a Berlino!), le guide sulla Germania e su Berlino della Lonely Planet e della Mondadori, il navigatore satellitare MIO 268+ amorevolmente ribattezzato Svetlana (per via dell’accento russo della voce guida) da Danilo, la fantastica Alfa 147 di Diego, dentro la quale abbiamo stipato 4 valigie, zaini, cibo, l’agendina Erbolario per registrare spese comuni, frasi indimenticabili pronunciate durante il viaggio, parole evocative di quanto vissuto.

Rimini-Berlino prevede 1300 Km circa, decidiamo di spezzare il viaggio in due tappe intermedie: Ingolstadt in Baviera e Lipsia in Sassonia.

27 Dicembre 2005

Appare subito chiaro che la Baviera è una regione della Germania fiera delle proprie tradizioni, accoglie chi la visita con rude affetto, propone agli avventori spettacolari birre che innaffiano intensi sapori.

Danilo si innamora immediatamente della cotenna servita nella splendida locanda “Zum Daniel” di Ingolstadt. Le birre e l’atmosfera locale ci fanno sentire perfettamente a nostro agio, siamo nella Baviera lontana dai circuiti turistici classici, l’affascinante cittadina conosciuta più per essere la sede dell’Audi che per la storia di Frankenstein è un bel contesto per la nostra prima notte in Germania. Abbiamo scelto Ingolstadt per il fascino evocativo del mito di Frankenstein, proprio in questa cittadina, infatti, Mary Shelley ambientò il suo romanzo immortalale. L’unica traccia che troviamo del mito, tuttavia, è l’insegna del teatro che proprio in quei giorni prevedeva in programmazione un musical tratto dal romanzo.


Cerchiamo la locanda “Zum Daniel” per la mostra dedicata a Frankestein al piano superiore… della mostra non c’è traccia, in compenso la cena è indimenticabile: stinco di maiale colossale, cotoletta, kartoffeln salad e patata spugnosa…. Vivamente consigliato, prezzo onestissimo... la serata procede con l’ennesima birra presso un pub messicano piuttosto animato, scopriamo che la movida di Ingolstadt non è trascurabile!

L’alloggio presso Ingolstadt è qualcosa di molto ontheroad. L’albergo B&B, subito fuori dalla tangenziale ricorda molto i Motel Americani, l’insegna Erotik Market proprio davanti alla nostra finestra ci fa sorridere…

28 Dicembre 2005

La prima colazione a Ingolstadt è un caldo risveglio di caffè lungo e paste cariche di burro, panna, crema… energia allo stato puro per affrontare la giornata e continuare il viaggio.Visitiamo il Duomo e l’Asamkirche, capolavoro barocco. La chiesa è imbiancata dalla neve che troveremo ovunque fino a Berlino, lo scenario è bellissimo. Camminiamo silenziosi nella neve intorno all’Asamkirche. Ci attende la prossima meta: Bamberga.

 

Il Duomo di Ingolstadt


Siamo fuori dal circuito turistico della Romantische Strasse eppure Bamberga non ha nulla da invidiare alle splendide città del classico itinerario in Baviera. Il centro storico è maestoso, assolutamente integro in tutto il suo antico splendore. I palazzi della città donano un fascino senza tempo, passeggiamo tra i vicoli colorati, tra pub e insegne evocative di antichi borghi medievali.

La salita al castello e alla cattedrale è impedibile. Il freddo è la neve ci congelano, il pensiero di una gulaschsuppe ci guida verso un tipico locale in piena Altstadt. Una gentilissima coppia locale ci lascia il tavolo da 4 e noi, felici di essere al caldo, brindiamo con le immancabili birre alla nostra gulaschsuppe e alla gentilezza del popolo tedesco. Bamberga ricorda molto Praga. Quasi tutte le principali attrattive storico artistiche si affacciano sul fiume, ma la perla è l’Altes Rathaus che si trova proprio in mezzo al fiume sospeso su due ponti gemelli. Non ci stupiamo del fatto che Bamberga sia stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Lipsia tuttavia ci attende. E Lipsia rimarrà di certo nella memoria del viaggio. Siamo in Sassonia, siamo nella ex Germania Est. Lipsia ha lo straordinario potere evocativo di Berlino. E’ una città che vive proiettata nel futuro senza dimenticare le ferite, gravi e profonde, del passato. Lipsia è stato il volano della nuova Germania est, il valore inestimabile di questa città nasce dal fatto che proprio qui è partita la rivoluzione democratica, la rivolta pacifica che ha incendiato gli animi che avrebbero fatto crollare il muro di Berlino.

E’ una città cantiere, l’urbanistica è stravolta, la metropolitana in costruzione lacera le strade, il nostro navigatore impazzisce…

La nostra Lonely Planet ci segnala un ottimo ostello, proprio vicino al centro, l’Hostel Sleepy Lion, la camerata da 4 è perfetta. Andrea si lamenta del fatto che anche stanotte non riuscirà a dormire per colpa di Danilo che russa. Le scarpe cominciamo a farsi sentire, la cotenna e la birra lasciano il segno…. È la nostra casa sull’albero, abbiamo 30 anni ma è ancora li, pronta ad accoglierci nel corso di queste splendide esperienze di viaggio.

Ci lanciamo nella notte di Lipsia, alla ricerca di un ristorante consigliato dalle nostre guide. La ricerca è difficile ma ci consente di conoscere e incontrare la gentilezza delle ragazze del posto che con grande disponibilità ci danno indicazioni con un inglese più o meno stentato (benvenuti nell’Est!). E’ un primo segnale per noi della loro voglia e curiosità di conoscere e confrontarsi fuori dal simbolico Muro. Per il dopo cena alcune ragazze ci consigliano il Nacht Cafè.

Diego, il nostro Contacts Manager è ancora in rodaggio, a Berlino ci sorprenderà. Il ristorante Ratskeller, nel sotterraneo di un antico edificio medioevale, pare abbia cambiato gestione e il cremoso gulasch con cavolo rosso promesso dalla Lonely Planet non è disponibile. Ci consoliamo con ottime portate locali e con una cameriera dalle forme intriganti…

La movida di Lipsia ci carica, il Nacht Cafè tuttavia ha una fila troppo lunga per le nostre stanche membra… decidiamo di chiudere la serata in un locale lounge piuttosto frequentato prima di tornare al nostro Ostello e collassare.

Il viaggio continua, ci attende Lipsia.

 

“Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.”
 

29 Dicembre 2005

Lipsia era la sede del quartiere generale della Stasi, la polizia segreta della Germania dell’Est. Simbolo di uno degli orrori della dittatura sovietica nei paesi dell’est europeo. Amanti come siamo della storia del Novecento (e infierendo senza scrupoli sui nostri docenti di storia delle superiori) non possiamo perdere la visita al museo-sede della Stasi.

All’ingresso sono esposte le fotografie della manifestazione pacifica del novembre 1989. All’interno, in un crescente di inquietante ricostruzione, è possibile vedere documenti e fotografie di propaganda, mezzi tecnici utilizzati per le intercettazioni e il controllo totale di persone considerate sospette.

 

Museo della Stasi a Lipsia

 

La DDR era una macchina di oppressione incredibile, e ogni oggetto all’interno di questa mostra ne ricostruisce le metodologie. L’ultima stanza mostra uno strumento utilizzato dai funzionari della Stasi per distruggere i documenti testimoni di oppressione. Mentre i cittadini dell’est erano impegnati nei festeggiamenti per il crollo del muro cumuli di documenti scomodi in mano alla Stasi venivano trasformati in cartapesta.

La neve accompagna, come al solito, il nostro ritorno in auto e il nostro viaggio

verso l’affascinante Berlino, la nostra mai dimenticata meta:


“Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?”


A questo punto il gruppo si divide in 2 alberghi diversi, ma a breve distanza tra loro, causa diverse tempistiche nella conferma di partecipare al viaggio.

 

Lasciamo Danilo e Andrea all’Hotel Savoy, la zona è quella del viale commerciale e carico di intense luci Kurfürstendamm. Io e Diego ci inoltriamo per qualche via fino alla Pension Bella. L’ascensore retrò ci porta al quarto piano dello splendido palazzo. Ci accoglie un signora russa di poche parole ma grande gentilezza. La stanza che ci ospiterà per 4 notti è un vero e proprio appartamento con salotto, 2 divani, TV, camera e bagno di proporzioni colossali rispetto alla nostra effettiva necessità e per soli 40 euro al giorno a testa.

La notte Berlinese ci aspetta!

Il gruppo si ricompatta, l’orientamento iniziale in metropolitana non è semplice, scendiamo ad Alexanderplatz. La grande città ci ingloba, il senso di smarrimento cresce. La più famosa piazza di Berlino, maestosa in tutto il suo potere di ricordarci che è stata testimone del regime soviet, è il nostro punto di partenza. Chiediamo informazioni a baracchini innevati che stanno chiudendo dopo una giornata passata a preparare brulè e salsicce, i volti stanchi e piegati dal freddo ci trasportano metaforicamente fino ai tempi della Berlino Est. L’impatto con Berlino è pesante, dove sono i locali tanto evocati dalle recensioni delle riviste di viaggio?

La nostra Lonely Planet ci consiglia un ristorante in zona, nel Mitte. Lo raggiungiamo con i piedi bagnati dalle neve infiltrata nelle scarpe… siamo al caldo! La cameriera-padrona con accento nazi ci accoglie con un sonoro “Nain”!!! Non c’è posto, usciamo e ci infiliamo in un ristorante attiguo.


La cameriera, questa volta una ragazzina lesbo-erasmus, ci tratta con l’atteggiamento di chi deve avere a che fare con “i soliti italiani in vacanza”. Ci mangiamo il solito stinco di dinosauro affogato nella birra. Finalmente abbiamo il tempo di fare il punto della situazione: il primo approccio con Berlino è sconfortante… necessitiamo di uno studio più approfondito delle nostre guide per fare serate “di precisione”.

Impensabile vagare alla ricerca di locali. Torniamo nel viale dei nostri alberghi Kurfürstendamm. E la serata cambia tono. Ci infiliamo nel BarSport Karaoke. Gruppi di adolescenti ballano tra i proprio ormoni. Ragazzine est-ovest si precipitano sul palco per cantare successi di ogni tempo ma quello che ci colpisce di più sono le hit tedesche: cantilene simpatiche, commistione tra Heidi e Califano… Ci beviamo il nostro rituale litro di weiss, ordiniamo per sbaglio un orrido miscuglio birra-gazosa e trascorriamo la serata guardandoci intorno e commentando le veline Made in Berlin.

Imponente e maestosa si staglia, proprio a due passi dall’uscita del locale, la Gedächtnis-Kirche. Splendida in tutta la sua austerità. Simbolo degli orrori della guerra, simbolo di Berlino. Il contrasto è incredibile. La chiesa bombardata è affiancata da una moderna chiesa ottagonale con finestre blunotte e da un palaghiaccio di enormi proporzioni.

Berlino è questo. Berlino è sospesa tra memoria e futuro. L’impatto visivo è fortissimo e affascinante.

30 Dicembre 2005

“Quando ho fatto l’Interrail gli info touristic center mi sono stati utilissimi, e poi dobbiamo fare la Welcome Card e quindi chiedere tutte le informazioni per un ottimizzazione della stessa” recita Danilo. “La signora dell’Albergo mi ha spiegato per bene dove si trova” ci convince Danilo.

 

Berlino, ieri & oggi


Passiamo la mattina a cercare l’ufficio per il turismo di Berlino. Che si rivela comunque molto utile. Con 22 euro a testa compriamo la Welcome Card che ci consente 72 ore di mezzi pubblici e un carnet di sconti presso numerose strutture turistiche convenzionate.

E’ la giornata del muro di Berlino. Arriviamo al Checkpoint Charlie. La ricostruzione del sito è una mera attrazione per turisti come pure il museo che ammicca le sue insegne sopra la lunga fila di persone in attesa di entrare. E poi bancarelle di cimeli DDR, magliette CCCP con falce e martello, colbacco dell’armata rossa, cappotti soviet e molto altro ancora. E’ la fiera del merchandising guerra fredda. Grandissima tristezza.

La Berlino storico-commerciale è qui. “Venghino signori venghino a vedere gli orrori del muro”. I negozi di souvenir vendono pezzi di muro. “Scusi quanto viene al kg?” mi viene da chiedere al commesso.

Riteniamo opportuno levare le tende e andare al museo ebraico che dista qualche centinaio di metri. Il Judisches Museum ripercorre in maniera originale e multimediale la storia degli ebrei tedeschi e del loro contributo all’arte, alla cultura e alle scienze. Il museo stesso, dal punto di vista architettonico, è una splendida metafora della tormentata storia del popolo ebraico. Struttura audace come la nuova Berlino. Il museo offre spunti di approfondimento molto interessanti, peccato per il tempo e l’inglese… Impedibile la monetina di Mendelssohn (inserite 5 cent e girate la manopola….) e la passeggiata sulle faccine ispirate all’Olocausto.

Usciamo dal museo con una fame immonda, Danilo aiuta un bimbo a lanciare un petardo e ci infiliamo in un localino che ci prepara un fantastico wurstel al curry.

Imponenti, in lontananza, si tagliano i palazzi di Potsdamer Platz. E’ la nuova Berlino, quella che edifica sulla terra di nessuno compresa tra i due muri, i colossi del rinnovamento e della modernità. Il Sony Center ci lascia senza fiato con la sua struttura che sfida le antiche leggi della gravità. Esorcizziamo la scenografia alla Blade Runner con una tazza di Brulè servita in una tazza che evoca il castello di Norimberga. Torna il contrasto intrinseco in tutta la Germania, quel contrasto che le rende terra affascinante per chi tenta di leggere tra le sue righe.

Torniamo in albergo per un cambio scarpe, messe a dura prova durante la giornata. Questa sera si va sull’etnico. Il ristorante egizio Scarabeo ci delizia con un meraviglioso cous cous.

Movida di precisione. Puntiamo su Oranienburger Strasse. Ci siamo! Locali di ogni genere si stagliano sulla nostra sinistra. L’alternanza di tipologie di bar e pub ci stupisce, decidiamo di entrare in un locale con uno strano ambient indiano. Conosciamo due berlinesi DOC, il nostro contacts manager sta definendo metodi infallibili che coniugano alla perfezione richiesta informazioni e conoscenze. Le ragazze si rivelano persone culturalmente molto interessanti e ci raccontano la storia della Germania est e dell’attuale stato ci “convivenza” tra i berlinesi ex-ovest e quelli ex-est.

Anna-est e Anna-ovest sono un concentrato della Berlino giovane e proiettata con poca fiducia verso la Germania della Merkel. “Bush, Belusconi e Angy Merkel are the dream team” recita ironicamente Anna-Est. Non possiamo che condividere e compiacerci nel nostro clown… Il locale sta per chiudere, la nostra serata si conclude con uno scambio di email e un viaggio in taxi a prezzo onestissimo.

 

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