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Capodanno

a Monaco di Baviera

 

Per visitare Monaco ci vogliono più dei quattro giorni che abbiamo avuto a disposizione (30 dicembre 2003 - 2 gennaio 2004), ma il nostro racconto potrà andar bene per una visita dei punti fondamentali di questa città.


Partenza in autobus da Prato, totale durata viaggio circa otto ore, con due lunghe soste in altrettanti autogrill. A noi conosciuto il paesaggio emiliano, molto più attraente quello del Trentino e dell’Alto Adige. Neve, paesini, chiesette, cime di montagne e sorgenti ci hanno accompagnato fino al Brennero. Ma anche l’Austria non è male. Tanta, tanta neve, e qualche castello qua e là. Da "cinepresare", se ce n’è la possibilità.


Una volta entrati in Germania (noi non ce ne siamo nemmeno accorti, forse è passato qualche cartello e ce lo siamo persi…) si arriva in fretta a München. Dalle prime occhiate capirete subito che la città è estremamente ordinata, che le persone rispettano i semafori, che le chiese sono molto grandi e che c’è molto, molto movimento.

 


Primo giorno: arrivo in hotel e serata in centro


 

L’hotel si trovava nel quartiere Giesing, a detta di alcuni inoltrata periferia, ma in realtà a sole 3-4 fermate dal centro. Dopo una rinfrescata siamo scesi decisi ad incamminarci a piedi verso Marienplatz, ma di lì a poco ci saremmo accorti della pazzia! Uscendo dall’albergo, abbiamo preso la prima strada a destra. Un largo marciapiede, l’immancabile pista ciclabile (i tedeschi amano andare in bici!) e negozi per niente turistici. Finalmente troviamo la fermata della metropolitana, almeno possiamo cercare di orientarci. Ma ci sorprendono tre brutte notizie: la prima è che stiamo andando nella direzione opposta al centro; la seconda è che la piantina della metro da noi stampata (a casa) non rispecchia certo la distanza e la posizione reali delle strade (furbi noi!!!); terzo non esiste una parola che non sia tedesca. Dove andiamo? Che facciamo? Innanzitutto si deve tornare indietro, ma invece di ripercorrere la stessa strada ne prendiamo una perpendicolare al sottopasso della metropolitana e ad occhio ci incamminiamo di nuovo.

 

 

Dopo un po’ troviamo una via abbastanza grande e illuminata, ma la cartina che ci ha fornito l’albergo non è abbastanza ampia e non arriva fino al quartiere dell’hotel stesso! Per la prima sera è un problema… comunque percorriamo con pazienza questo lungo e largo viale, poco frequentato dai turisti e con un paio di localini da segnalare, entrambi in fondo alla via, sulla destra in direzione cimitero (questo si trova di fronte attraversando la strada). Pur non ricordando il nome, non potete sbagliare. Il primo è un tipico pub tedesco, molto piccolo, con un grosso bancone e dei tavolini attorno. Più che altro si beve, anche se il menù comprende qualche piatto. Quella sera, comunque, non mangiava nessuno. L’altro invece, proprio sull’angolo della strada, è un vero e proprio ristorante. I prezzi non sembravano esagerati, e anche se all’esterno sembra spartano, poi dentro la gente è ben vestita e mangia a lume di candela. Anche questo sembra molto caratteristico. Ma noi puntiamo a Marienplatz, e non possiamo fermarci a mangiare, anche se è presto, non sono nemmeno le sei.

 

Allora decidiamo di prendere la strada a destra del viale, ma è completamente buia. Solo case e, ovviamente, piste ciclabili. Alla fine ci ritroviamo in una via e ci accorgiamo di avere semplicemente fatto il giro dell’isolato, dato che dopo cinquanta metri c’è di nuovo il viale!!! Non ci scoraggiamo. C’è una fermata dell’autobus (tutto tedesco…) e cerchiamo di capire come orientarci. Decidiamo per la direzione opposta e poco dopo, prima dolce visione, ci imbattiamo in una basilica bellissima. Vista dal basso fa veramente impressione. E’ altissima, non riesci nemmeno a vederne la punta. Peccato solo che sia buio e sia ricoperta da impalcature. Fatto comunque positivo, perché tutti gli edifici di München sembrano restaurati o costruiti da qualche giorno. Mai una crepa, mai un’infiltrazione o una perdita di colore, e soprattutto mai una scritta a bomboletta!

 

Visto che è sera, decidiamo di prendere il sottopasso che ci permetterà di attraversare il complicato – per i pedoni – incrocio. Andando a sinistra si oltrepassa il fiume e quindi si va verso il centro, invece prendendo la strada a destra e costeggiando la chiesa si va verso il nulla (almeno di sera). E quale strada prendiamo? Quella a destra, ovvio! Dopo l’ennesimo chilometro e l’ennesimo corridore o ciclista, decidiamo di fermarci. La prima metropolitana sarà nostra.
 

Ed ecco la fermata Kolumbusplatz. Scendiamo di fretta, dimenticandoci i nostri buoni propositi di “passeggiata alla scoperta delle realtà locali” e cominciamo a decifrare quella strana lingua che è il tedesco. Ma uffa, dov’è l’inglese? Insomma, alla fine ci sembra di capire che dobbiamo fare il biglietto da un euro. Almeno così fanno tutti. Inseriamo i due euro totali nelle funzionalissime macchinette (in tedesco, grrrr…) e partiamo verso il nostro treno. Quale sarà? Anche questo è un terno al lotto. Credevamo di essere duri noi, ma a molti è successa la stessa cosa. Però, una volta capito il meccanismo, cioè praticamente dalla seconda volta, è tutto semplice e naturale. Vi sentirete presto dei veri tedeschi! Inoltre non è come in Italia. Non dovete passare delle sbarre, l’ingresso è libero. Molti infatti non fanno il biglietto, ma mi hanno detto che poi le multe le fanno anche se spieghi che sei un povero turista smemorato.

 

Comodi sul nostro pulito metro, ci dirigiamo verso l' Hauptbahnhof, cioè verso la stazione ferroviaria centrale. Usciamo su una grande piazza moderna e, cartina alla mano, ci dirigiamo verso Marienplatz. Tra luci sfavillanti, sirene, negozi, sexy shop e centri commerciali arriviamo a Stachus, ovvero Karlsplatz. Stachus è la porta principale che dà sul centro e qui inizia la zona pedonale. Visto che siamo in pieno clima natalizio – già, è il 30 dicembre – davanti alla maestosa porta troviamo una pista di pattinaggio sul ghiaccio, ma ci sono soprattutto bambini. Tutti intorno piccoli baldacchini che vendono würstel, crauti, birra e soprattutto vin brulé. L’odore aleggia nell’aria inconfondibile, e tutti hanno in mano una tazza (che poi, incredibile ma vero, restituiranno) che sorseggiano con gli amici. Alla destra della porta un McDonald’s: particolare perché i numerosi ingressi permettono di sfoggiare insegne nelle lingue più disparate: dall’inglese al giapponese al russo. Anche se, a dire il vero, il McDonald’s di Minsk ha la scritta in inglese, non in cirillico!

 

Dopo le riprese d’obbligo e le foto sotto il portone, entriamo nella Neuhauserstrasse, prima parte della lunga via pedonale dedicata allo shopping e dove si concentra il maggior numero di negozi di tutto il centro, per tutti i gusti. Noi entriamo subito nel negozio di sport che si trova sulla sinistra (Karstadt, ndr) alla ricerca di sciarpe delle squadre tedesche. Negozio fornitissimo, anche per il merchandising calcistico, ma delle sciarpe nemmeno l’ombra. Non ci scoraggiamo, per gli acquisti c’è sempre tempo.

 

Percorriamo la via abbagliati dalle luci dei negozi, la maggior parte dei quali di abbigliamento. Le botteghe di souvenir sono relativamente poche (si contano sulle dita delle mani) e particolare senza dubbio è Max Krug. Un assaggio della sua merce lo potete avere sbirciando nelle piccole vetrinette dislocate lungo il lato destro della strada, e se vedete qualcosa che vi interessa, potete entrare nel negozio, sul lato opposto. Si riconosce bene perché è strapieno di roba! Alcune cose però sono un po’ care. Ad esempio, i calici di birra potete comprarli in birreria (vedi dopo), dove costano meno. I negozi sono troppi, ed elencarli tutti è impossibile. Comunque la maggior parte sono a buon mercato, anzi, spesso anche troppo buono. Ci è pure capitato di vedere giacconi a 4 €. Si trovano scarpe, maglie, jeans, di tutto un po’ per tutti i portafogli. I negozi più “in” si trovano più verso Marienplatz, partendo proprio dalla piazza andando verso est.

 

Sulla destra della strada, che dopo un po’ si trasforma in Kaufingerstrasse, si trovano un paio di birrerie. Da rammentare l’Augustiner, che si divide in locale birreria e locale ristorante. In pratica cambia poco, probabilmente solo il numero dei posti. In entrambi si mangia e si beve birra indistintamente. Anche se abbiamo fame, decidiamo di non fermarci alla prima e andiamo oltre. Dopo un paio di sexy shop (se siete curiosi entrate pure, dentro ci troverete un sacco di gente, senza distinzione di sesso-razza-gusti) e il museo della caccia e della pesca, ci accorgiamo di essere arrivati a Marienplatz. La piazza non è molto grande, ma subito rimani incantato dall’edificio che ti si apre sulla sinistra e che si allunga per decine di metri in altezza e in larghezza. Quello che credevamo essere una chiesa è in realtà il Municipio di München, con il suo carillon “a due piani” che suona ogni giorno per tre volte, alle 11, a mezzogiorno e in estate anche alle 17.

 

Facciamo due riprese, poi la fame ci assale e, attirati da un altro negozio di sport in Sendlingerstrasse – appena entrati – notiamo una birreria più nascosta rispetto alle altre, la Paulaner. Ci lasciamo convincere dalla tranquillità che invece l’Augustiner non ci offriva dopo lo stress del viaggio e il sonno accumulato, ed entriamo. A parte la paurosa ventata di calore che ci getta addosso il condizionatore appena varcato l’ingresso, il locale è carino, abbastanza moderno e frequentato da gente molto calma. Ci fanno sedere in una sala a piano terra, adiacente l’ingresso. Vicino a noi in pratica solo tedeschi, soprattutto donne, e un tavolo di italiani. Optiamo per: Anna wurstel con crauti e purè e Matteo piatto di carne con patate, salsa e insalatina. Mangiamo bene, a parte il sonno che ci devasta. L’unico punto no, per nostra colpa, la bevuta. Per andare sul sicuro, essendo due astemi nel regno della birra, scegliamo l’acqua. Venti centilitri di “mineral wasser” 2,30 € mentre il doppio, cioè 0,4 litri di “taffel wasser” 2,60 €, credendo che la “taffel wasser”, acqua da tavola, fosse quella del rubinetto. Magari! Era solo un bicchiere di acqua frizzante. Lasciamo perdere. Paghiamo il conto, in cui sono compresi i panini consumati (il coperto si paga così), che si aggira sui 20 €. Non è pochissimo, ma neanche troppo per essere nel bel mezzo del centro di München.


Usciamo e facciamo una passeggiata per smaltire un po’, dirigendoci verso la Residenzstrasse, che ci porta dritti verso Orlandostrasse, cioè la via più frequentata dagli italiani! Almeno a noi è sembrato così, visto che in quattro giorni abbiamo sentito più dialetti del bel paese lì che in tutta la nostra vita. Come mai? La strada che collega la Residenzstrasse a questa nuova via è caratterizzata da un ristorante italiano, sempre pieno ma per esperienza personale meglio evitare, e da uno dei tanti Müller, ovvero catena di fornai che, oltre a pane e pagnotte, vendono i brezel. E io non aspetto altro che mangiare un brezel! I brezel sono delle trecce di pane, scure fuori e bianche dentro, ricoperte di sale grosso. In pratica, come dice Matteo, sono degli enormi salatini. I tedeschi ne mangiano in quantità, per mettere qualcosa nello stomaco assieme alle tante birre! Lasciato Müller – che si trova sull’angolo – si svolta a sinistra ed eccoci nel paradiso degli appassionati di calcio. Qui infatti si trovano i negozi ufficiali (anche se probabilmente non gli unici) del
Bayern München e del München 1860. Molto belli visti da fuori, ma chiusi. Adocchiata una sciarpa rara, dal modico prezzo di 6,50 €. Inoltre ci sono anche dei negozi di souvenir, che espongono magliette, boccali e altri ninnoli da portar via. Alla fine della corta via troviamo la maggior concentrazione di persone. In pochi metri infatti si trovano l'Hard Rock Cafè, la famosa birreria Hofbräuhaus (HB) e un altro locale (Augustiner o forse Paulaner, chissà). Facciamo capolino prima ad uno poi all’altro per vedere se c’è gente e che prezzi hanno i menù, poi facciamo una capatina, tanto per dare un’occhiata, dentro l’HB. Impressionante. Sia la grandezza che il numero di persone. Piano terra, primo piano, negozio all’interno. Torneremo, anche perché il clima è molto festoso e animato. Non ci butteranno mica fuori perché non beviamo birra, no?


Dopo queste visite decidiamo di prendere la strada per il ritorno. Però non rifacciamo lo stesso percorso, ma ne scegliamo uno meno turistico e meno trafficato, finché non finiamo in una grande corte dove si trova un ristorante all’apparenza molto chic. Torniamo indietro e percorriamo tutta la Theatinerstrasse verso Marienplatz, ammirando i bei negozi di abbigliamento sparsi in qua e in là. Alla fine di questa strada c’è anche un altro centro commerciale che si affaccia sulla piazza del municipio. Molto bello per un certo tipo di abbigliamento, prezzi non altissimi. Prendiamo la metropolitana in Marienplatz, ma questa volta non compriamo il biglietto. Dobbiamo fare solo quattro fermate, e sarebbero di nuovo 2 €. Non è nel nostro stile, ma quando si gira si può anche infrangere qualche regola, purché non leda gli altri. Non ce ne avranno i nostri amici monacensi. Cambiando a Hauptbahnhof arriviamo diretti a Silberhornstrasse, la fermata giusta che ci porta al nostro hotel.

 

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