Capodanno a Monaco di Baviera


Diario di viaggio di Anna e Matteo - 3° Parte


 

Terzo giorno: Nymphenburg

 

Il primo dell’anno, dopo la sveglia in ritardo, siamo partiti alla volta di uno dei posti più belli di München: Nymphenburg, un’immensa residenza circondata da fontane e giardini. Abbiamo preso prima la metropolitana, poi il tram 17 (cambio alla stazione Hauptbahnhof), ovviamente puntuale e comodo, come tutti i mezzi di trasporto bavaresi. Il bello del tram è che puoi vedere tutto quello che ti sta attorno, senza perderti niente. Così abbiamo visto belle zone residenziali, alcuni palazzoni, molte chiesette, ma comunque tutto sempre ordinato. Dalla fermata a Nymphenburg non c’è molto, solo che con la neve sembra tutto più faticoso… costeggiamo il canale, scattiamo qualche foto e poi arriviamo al laghetto che avevamo visto anche il giorno prima. Anche qui sono evidenti i segni di una notte di fuochi d’artificio: numerosi anche i tentativi di rompere il ghiaccio e di disturbare le povere paperelle che dormono tranquille. Lo spettacolo è meraviglioso, la pace è incredibile, e tutto quel bianco riempie gli occhi e il cuore.

 

Nonostante sia il primo giorno dell’anno c’è abbastanza gente che come noi ha deciso di farsi una passeggiata rilassante, e non mancano i gruppi di turisti con tanto di guida parlante. Dopo numerosi sospiri e tante foto intorno al laghetto, decidiamo di spingerci all’interno, varcando l’ingresso e trovandoci di fronte ad un parco immenso. Bello con la neve, ma sicuramente meraviglioso in primavera, tutto verde e pieno di fiori. Insomma, la nostra Adelaide di Savoia si trattava proprio bene. Il parco è davvero grande, e noi non ci spingiamo troppo in là. Più impavidi di noi alcuni uomini che fanno jogging, mentre la guida del gruppo fa un bel ruzzolone sul ghiaccio… effettivamente è molto scivoloso!

 

Alla fine prendiamo coraggio e lasciamo Nymphenburg, una delle tante meraviglie di questa quadrata città. Perdiamo l’autobus e restiamo in contemplazione ad ammirare da lontano la residenza. Poi partiamo alla volta dell’Olympiapark (fermata Olympia-zentrum, c’è anche la metropolitana), e attraversiamo un gran pezzo di città, sempre bella e silenziosa, nonostante siano già le 13 passate. Decidiamo di visitare subito l’Olympia Stadion, il vecchio stadio del Bayern Monaco: a pagamento possiamo fare tutto il giro, sederci in tribuna stampa, leggere qualche insulto a qualche nostro connazionale e riposarci un po’, visto che siamo già stanchissimi a causa del freddo pungente. L’ora di pranzo è già passata, così ci spingiamo verso un chiosco che vende hot dog e vin brulé. Mangiamo e poi corriamo ad un altro chiosco, dove Matteo riesce a comprare ben cinque sciarpe di altrettante squadre di calcio tedesche, niente male per la sua collezione.

 

Sempre più infreddoliti ci dirigiamo verso la metropolitana e prendiamo il tram che ci porta vicino all’Englischer Garten, un immenso parco. Camminiamo parecchio e alla fine arriviamo dentro il giardino. Anche qui, se non ci fosse la neve, sarebbe un paradiso. Certo, la neve dà quel che di surreale, ma sicuramente fare delle passeggiate o una pedalata in bici in questo parco deve essere davvero bello. Un laghetto qua (ghiacciato, ovviamente), moltissima gente incappucciata, anche intere famiglie, gabbiani che fanno merenda, ponticini romantici, tanti alberi, qualche monumento, alcuni artisti di strada, calesse e, fortunatamente, un punto di ristoro, dove riusciamo a mangiare un altro hot dog e a bere una coca sotto la simpatica pagoda (come noi decine di persone), per poi accorgerci, sempre infreddoliti, che a pochi metri c’era un ristorante al chiuso, quindi riscaldato, con prezzi pure ragionevoli. E che ci vuoi fare, dall’insegna ci era parso uno spazio per presepe… Quando si fa buio ci dirigiamo verso la metropolitana e torniamo in centro, per poi fare rientro in hotel.

 

Dopo una doccia caldissima e qualche giro intorno all’albergo alla ricerca di un localino tipico e alla mano, ci convinciamo che è sempre meglio andare verso il centro, destinazione Marienplatz, convinti dall’ottimo profumo a cenare all’Augustiner. Nelle nostre teste c’è sempre l’idea che non si può andare in birreria senza bere, ma in fondo ci piace troppo la cucina bavarese per rinunciare, così entriamo. Dopo qualche minuto in piedi e una litigata tra un gruppo di milanesi ed un cameriere (avevano pagato sobbarcando il pover'uomo di monetine da uno, due e cinque centesimi, talmente tante che non gli entravano nelle mani), ci sediamo, e lo stesso cameriere, gentilissimo, ci porta il menu. Gulasch e ali di pollo con purè, il tutto gustosissimo, da leccarsi i baffi davvero.

 

Dopo cena ci incamminiamo ancora verso il centro per una lunga passeggiata. Torniamo verso Orlandostrasse, sempre piena di gente, diamo un’occhiata ai prezzi degli altri locali per vedere se abbiamo risparmiato, sbirciamo dentro l’affollatissimo Hard Rock e poi ci spingiamo un po’ fuori, in una zona piena di night club. Girelliamo e vediamo le più svariate persone, ma niente a che vedere con le strade di Praga, niente a che vedere con gli amici dell’Atlas. Qui è tutto più… serio, diciamo. Comunque i locali, i sexy shop e le sale da gioco non mancano certo (come all’aeroporto di Frankfurt…), ma niente ci sembra meritare, anzi, così riprendiamo la metropolitana e torniamo in hotel, per l’ultima notte nella bellissima e freddissima München.
 

Quarto giorno: shopping in centro e partenza per Prato

 

Eccoci arrivati all’ultimo giorno. Le valigie sono già pronte, abbiamo fissato alle 9.30 con il gruppo, quindi ci sbrighiamo a fare colazione e, con un po’ di ritardo, partiamo verso il centro. Ci restano alcune cose da vedere, come la cattedrale Frauenkirche, molto simile negli esterni alle altre chiese viste, ma di indiscutibile bellezza all’interno. Poi facciamo un paio di foto davanti al museo della caccia e della pesca, riconoscibile bene grazie ad un cinghiale e ad un pesce gigante entrambi in bronzo piazzati di fronte all’ingresso del museo, che sorge dove un tempo c’era una chiesa. Salto da Kaufhof per gli ultimi acquisti (i negozi erano rimasti chiusi nel pomeriggio del 31 e tutto il primo gennaio), poi nei simpatici negozietti sparsi qua e là, soprattutto per comprare l’immancabile palla di neve per la mamma.

Rinnoviamo il consiglio di girare tutti i negozi, visto che i prezzi di certi capi a München sono assai bassi rispetto ai nostri… Ultima tappa prima del pranzo il negozio ufficiale del Monaco 1860, che avevamo trovato sempre chiuso, dove Matteo ha potuto finalmente comprare una sciarpa che aveva adocchiato in vetrina fin dal primo giorno. Poi una borsa e due boccali dell’Hobräuhaus, poi via di corsa al Viktualien per pranzare. Fritto di pesce e wurstelone bavarese con salse, sempre tutto gustosissimo e condito da un paio di Brezel. Saremmo rimasti ore a girellare tra i banchi di questo colorato mercato, ad assaggiare ogni sapore, dagli enormi peperoncini ai formaggi ai tanti tipi di würstel. Ma comincia ad essere tardi, e il nostro appuntamento alle 14 col gruppo incombe. Il consiglio è di girare il Viktualien con calma, e anche più volte, per scoprire sempre qualcosa di nuovo e gustoso!

 

Prima di montare sull’autobus ci concediamo un giro dentro un supermercato biologico molto frequentato. Non ci ricordiamo l’indirizzo, ma si incontra venendo dal centro verso Isartor, nostro punto fisso di ritrovo. E così, dopo tre intensi giorni in questa meravigliosa città, siamo pronti a ripartire, ovviamente con un po’ di tristezza nel cuore e con la promessa che presto torneremo, ma non d’inverno. La neve è bella, ma il freddo un po’ meno! Eppure dopo Praga e la Bielorussia dovremmo essere testati per certe temperature.

 

Aspettaci München!

Anna e Matteo

 

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