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Baviera,

che passione!

 

Baviera: la più vasta regione della Germania, dove arte, storia, cultura, tradizioni e bellezze naturali si mescolano assieme, creando un patrimonio inestimabile che mi affascina ogni volta che mi ci reco.

 

Ma il mio ultimo viaggio (11-21 luglio 2004) assume un aspetto diverso dal solito, ed anche con un pizzico di avventura in più, perchè il mezzo di trasporto da me usato è stato la bicicletta!

 

Si! Proprio la bicicletta, questa meravigliosa macchina, silenziosa e tranquilla, che, specialmente in Germania, consente di arrivare ovunque, anche nei centri storici vietati al traffico motorizzato, oppure di raggiungere altre città, grazie alla fitta rete di belle piste ciclabili immerse nella natura, attraversando boschi o costeggiando imponenti fiumi.

 

Sono arrivato a Monaco alle 8.30 di domenica 11 luglio con il treno + bici proveniente da Ancona e dopo essermi rifocillato con una colazione veloce in un bar della stazione mi sono subito avviato verso il centro. Con sorpresa, ho trovato un clima freddo, alimentato anche dal vento e dal cielo nuvoloso! La città, a quell'ora di domenica e con quel clima, appariva semideserta, e quindi l'ho salutata con un frettoloso "Auf Wiedersehen!", ben sapendo che sarei dovuto ritornarci alla fine del mio giro per riprendere il treno verso casa.

 

Così mi sono avviato verso il fiume Isar, dove ho imboccato la pista ciclabile della riva destra (ce n'è un'altra anche lungo la riva sinistra) con direzione nord-est. Purtroppo il tempo è volto al peggio ed è anche piovuto copiosamente, non consentendomi di godere del bel paesaggio presente lungo il fiume.

 

Giunto a Freising alquanto infreddolito, e dove ho anche pernottato, mi ha subito colpito la presenza nel centro storico di molti orsi a grandezza naturale sparsi qua e là, credo realizzati in plastica, dipinti con colori vivaci, ma uno diverso dall'altro, ed anche con pose diverse. Non conosco il significato di questi orsi, ma creano un simpatico contrasto con l'austerità dei palazzi antichi stile barocco, e fanno la gioia dei bambini che ci salgono sopra felici.

 

Il giorno seguente, ancora con un cielo coperto da nubi minacciose, sono partito sempre in direzione nord, e, dopo essermi preso ancora un po' di pioggia, sono giunto a Neustadt a.d. Donau dove ho potuto ammirare il maestoso Danubio, costeggiandolo per alcuni chilometri fino ad Ingolstadt, dove ho anche pernottato.

 

Ingolstadt è una bella città adagiata sulle rive del Danubio, ricca di storia, ma anche famosa per la presenza di importanti industrie, tra cui quella dell'Audi. Un grande anello boscoso, adibito a parco, circonda il centro storico nella stessa posizione dove sorgevano i bastioni di cinta, e rappresenta un bel polmone verde per la città.

 

Da qui, il giorno seguente, mi sono diretto verso la bellissima valle dell'Altmühl, dove, dopo circa 40 chilometri ed ancora con un po' di pioggia, sono giunto ad Eichstätt. La valle dell'Almühl, affluente di sinistra del Danubio, è un sito di grande fascino per le sue bellezze naturali, immerso in un paesaggio pittoresco, e dove è stato istituito un importante parco naturale, ricco, oltre che di splendidi paesaggi e di fitti boschi, anche di notevoli giacimenti di fossili, dove pure i turisti possono tentare di cercarne, noleggiando l'attrezzatura necessaria. E' un posto ideale per chi ama fare escursioni, e c'è anche la possibilità di solcare le acque del fiume a bordo di canoe. Eichstätt si trova nel cuore del parco, e qui ha sede la direzione del parco, dove i turisti possono informarsi ed acquistare pubblicazioni varie.

 

Il giorno seguente, era il 14 luglio, è stata finalmente la prima giornata senza pioggia, la temperatura era mite e anche se alcuni nuvoloni passavano sulla mia testa io mi sentivo molto rallegrato da questo miglioramento atmosferico che mi permetteva di poter apprezzare al meglio tutto ciò che di bello incontravo lungo il mio viaggio.

 

Ma, anche se un po' a malincuore, ho abbandonato la bella valle dell'Altmühl perchè la mia meta era ancora più a nord, verso Norimberga. Quindi, pedalando di buona lena, ho raggiunto Hilpolstein sulle rive del lago Rothsee, e da qui mi sono immesso nella pista che corre lungo il canale navigabile "Mein-Donau", importante via d'acqua che collega il fiume Meno al Danubio.

 

Questa pista, pur essendo bella e nel verde, l'ho trovata piuttosto monotona, perchè per circa 35 chilometri, fino a Norimberga, è sempre dritta e presenta un paesaggio sempre uguale, interrotto solo un paio di volte da imponenti chiuse che servono a sollevare o abbassare il livello dell'acqua, per consentire ai battelli di poter navigare. Così, pedalando pedalando, sono arrivato a Norimberga, a conclusione di una tappa un po' impegnativa, di 100 chilometri.

 

La mattina seguente ho attraversato tutta la città da sud a nord con estrema facilità, grazie alle piste ciclabili presenti ovunque, ben segnalate, e di grande sicurezza per i ciclisti. La pista poi continua anche dopo la città, ed attraversando una bella zona boscosa, in una manciata di chilometri sono giunto ad Erlangen.

 

Di questa importante città, che non ho avuto modo di visitare, mi hanno particolarmente colpito un paio di larghe ed alberate vie del centro, caratterizzate dalla presenza di bei negozi di ogni genere e da un gran via vai di persone. Ed è qui che mi sono incontrato con una delle mie due amiche tedesche con cui intrattengo un rapporto epistolare per e-mail con il doppio scopo di migliorare il mio zoppicante tedesco e contemporaneamente di aiutarle a migliorare il loro italiano, che però è già ad un livello molto buono.

 

Così, grazie alla disponibilità e gentilezza di questa amica, ho potuto visitare un paio di "Bierkeller" caratteristiche proprio di questa zona della Franconia che si trovano in aperta campagna e dove si può gustare della fresca birra, mangiando cibi tipici. La mia simpatica amica mi ha anche insegnato un curioso modo di dire quando ci si reca in queste cantine-birrerie, che, per poter servire la birra sempre fresca, la custodiscono in profonde grotte scavate nel sottosuolo. Qui si usa dire "Wir gehen auf den Keller"anzicchè "in den Keller" come sarebbe normale dire. Che bello apprendere anche queste piccole curiosità che fanno parte della cultura e delle tradizioni del territorio, che aiutano a conoscere meglio la zona, la gente ed anche la lingua!

 

La serata è poi proseguita con una breve visita al centro della bella città di Bamberg, dove si è conclusa cenando nella celebre birreria "Heller", dove ho gustato la "Schlenkerla Rauchbier" dal sapore davvero speciale. Credo che chiunque si rechi a Bamberg, debba provare questa famosa birra affumicata "Schlenkerla".

 

Il giorno seguente sono tornato a Norimberga, dove mi sono trattenuto per due giorni. Non è la prima volta che mi reco in questa città, ma anche in questa occasione mi sono fatto ammaliare dal faschino dell'Altstadt, la città antica, che ho percorso senza fretta in lungo ed in largo a piedi o in bici, soffermandomi ad ammirare ancora una volta monumenti, chiese, edifici, mura di cinta, torri e piazze che rendono questo sito un alto concentrato di storia, arte, cultura e tradizioni. Ho percorso in bici tutto il perimetro esterno ed interno delle mura di cinta, lungo le quali si aprono quattro porte a pari distanza l'una dall'altra, affiancate da altrettante quattro possenti torri. Sono salito sulla cima dell'altura dove sorge il Kaiserburg, l'antica fortezza imperiale, e da dove si gode una bella vista sulla città.

 

Ho visto la casa del pittore Dürer. Ho percorso la Königstrasse, la via principale che dalla chiesa di San Lorenzo, caratterizzata da due alte torri, giunge fino alla Königsturm, una delle possenti torri presenti lungo le mura, di fianco alla Königstor, la porta del re. Di fianco a questa porta c'è la "corte degli artigiani", una piccola riproduzione di un quartiere artigiano medioevale.

 

Ho percorso anche la Karolinerstrasse: inizia come la Königstrasse dalla chiesa di San Lorenzo ed arriva fino alla Weisserturm, vicino alla quale sorge un bellissimo gruppo scultoreo moderno in bronzo con fontana. Si chiama Ehekarusell, la giostra del matrimonio, dove vengono raffigurate figure umane ed animali a rappresentare gioie e dolori del matrimonio, ispirandosi ad una antica poesia di un poeta tedesco. Ovviamente ho percorso anche altre belle vie, ed alcuni ponti sul Pegniz, il fiume che attraversa la città.

 

E che dire dell'Hauptmarkt, la piazza del mercato? E' il cuore della città antica, ed a dicembre vi si svolge il più famoso mercatino di natale della Germania, mentre durante l'anno ci sono tante bancarelle che sotto ombrelloni a righe bianche e rosse offrono fiori, frutta, formaggi, e tutte le locali leccornie dolci o salate. In un lato della piazza si erge maestosa la facciata della Frauenkirche, impreziosita da un grande orologio astronomico, e da un carosello di figure che a mezzogiorno girano attorno all'immagine dell'imperatore Carlo IV.

 

In un angolo della piazza fa bella mostra di se la Schöner Brunnen, la fontana bella, a forma di guglia gotica alta 19 metri, dove sono presenti molte statue disposte su vari livelli. Nella cancellata che la circonda, si nota un anello dorato di circa 15 cm di diametro incastonato dentro l'inferriata stessa, tanto da sembrare un fatto impossibile perchè l'anello risulta privo di saldature. Basta aspettare qualche minuto, che prima o poi arriverà qualcuno che allunga un braccio per prendere tra le dita l'anello dorato per farlo roteare su se stesso. Cosa sta facendo? ...pare che se mentre si fa girare l'anello si esprime un desiderio, questo si avvera! Anch'io non ho perso l'occasione di provare. Chissà ...non si sa mai!

 

Anche a Norimberga, come in tutte le città tedesche, esistono vari importanti musei ma vorrei citarne uno in particolare: è il museo dei giocattoli, dove sono in mostra sia giocattoli antichi, specialmente bambole, che anche moderni. Un simile museo non poteva mancare in questa città, che viene considerata la capitale mondiale dei giocattoli, sia per la presenza fin da vecchissima data di fabbriche di giocattoli, sia anche per l'importante fiera specializzata che qui ha luogo annualmente e che richiama operatori del settore da tutto il mondo.

 

Ma è qui a Norimberga che mi sono incontrato con l'altra mia amica tedesca, che forma una simpaticissima coppia assieme a suo marito. Sono innamoratissimi dell'Italia, dove si recano in vacanza almeno due volte all'anno. Davvero indimenticabile la cena presso la loro casa, conclusasi nella loro "speciale cantina", come amano definire la loro tavernetta, arredata forse in modo un po' stravagante, ma molto originale, piena di curiosità di ogni tipo, impianto stereo con luci lampeggianti, ben fornita anche di vini italiani, con poltrone ed un piccolo bancone da bar.

 

Concluso il soggiorno norimberghese, era domenica 17 luglio, ho iniziato il viaggio di rientro verso Monaco, da dove sarei dovuto ripartire verso casa con il treno già prenotato per mercoledì sera. Considerando i tempi lunghi che si hanno viaggiando in bici, non ne avevo poi così tanto a disposizione per raggiungere Monaco e quindi, per non correre il rischio di perdere il treno, ho rinunciato ad allargare il percorso verso Augsburg come avrei voluto, privilegiando il tragitto più breve, che però era lo stesso del viaggio di andata, variando solo le località dei pernottamenti.

 

Così ho attraversato di nuovo la valle dell'Altmühl, dove giunto a Pfünz, un piccolissimo centro abitato vicino ad Eichstätt, ho scovato una Gasthof dove la camera mi è costata solo 18 Euro, sempre colazione compresa! Che bello! Ho potuto abbassare la media della spesa dei pernottamenti! Ma anche Pfünz, pur essendo così piccolo, ha un po' di storia da raccontare. In questa zona correva il confine dell'antico impero romano, e qui sorgeva una fortezza a difesa dagli attacchi dei barbari, che è stata fedelmente ricostruita, e costituisce oggi un vanto per gli abitanti di Pfünz. Si trova su un'altura sopra il paese, e percorrendo il camminamento sopra le mura, si può notare, attraverso una porta di cristallo, una stanza ambientata nell'antica Roma, con alcuni manichini vestiti con uniformi dei legionari. Inoltre d'estate hanno luogo alcune feste con rappresentazioni in costume, rievocanti le battaglie che qui avvenivano a quei tempi.

 

Il giorno seguente ho percorso ancora una tappa di avvicinamento a Monaco attraversando vari piccoli paesi, percorrendo belle piste ciclabili sotto boschi, ed anche alcuni tratti di strada normale con molti sali-scendi. Finalmente nel pomeriggio di martedì 20 luglio, dopo aver percorso gli ultimi 35 chilometri lungo la bellissima pista che costeggia il fiume Isar, sono entrato a Monaco.

 

Dopo aver trovato l'albergo e consumato un'ottima cena, mi sono coricato, pregustando la visita che avrei fatto l'indomani a questa splendida città, in attesa di salire sul treno che sarebbe partito alle 21.30. Monaco è una grande città, talmente ricca di "Sehenswürdigkeiten", che per una visita ben fatta occorrerebbero alcuni giorni. Ma poichè avevo a disposizione solo una decina di ore decisi che avrei impiegato tutto il tempo disponibile a girare per le vie del centro, respirando la gioiosa atmosfera che questa città sa emanare in una assolata giornata estiva, evitando visite a musei o altro.

 

Così la mattina seguente, dopo una lauta colazione, salito sulla bici mi sono diretto subito verso il centro. Anche qui, come a Norimberga, è facilissimo ed anche pratico muoversi in bici lungo le piste ciclabili presenti a fianco di quasi tutte le strade. Monaco è strapiena di biciclette. E se qualche turista ne fosse sprovvisto, può facilmente noleggiarle, mentre per i più pigri ci sono le belle bici elettriche messe a disposizione dalle Ferrovie tedesche (DB).

 

Per esempio, è molto divertente visitare il "giardino inglese", questo splendido parco ai margini del centro cittadino, percorrendo tutti i viali in esso presente, cosa troppo difficoltosa da farsi girando a piedi, a causa della sua vastità. Provenendo dalla Leopoldstrasse dove c'era l'albergo, mi è apparso subito in tutta la sua imponenza l'arco di trionfo dedicato alla gloria dell'esercito bavarese, ma anche con richiami alla pace. Quindi, continuando per la Ludwigstrasse e superata Odeonplatz, sono arrivato velocemente di fronte alla Feldherrnhalle, la copia della Loggia dei Lanzi di Firenze.

 

Sulla destra c'è la Theatinerkirche, mentre a sinistra c'è la imponente facciata della Residenz, la sfarzosa dimora dei sovrani di Baviera. Qui si notano, posti lateralmente a due portoni, due leoni bronzei che sorreggono un trofeo, sotto il quale c'è una piccola testa di leone che viene continuamente accarezzata dai passanti, perchè...porta fortuna!" Ovviamente ne ho approfittato anch'io...

 

Poi sono arrivato nel cuore del centro. Molto caratteristico il Viktualienmarkt, un ricco mercato dei più svariati prodotti alimentari, che si svolge in una piazza dove si erge un altissimo albero della cuccagna, e dove ci sono anche gli immancabili tavoli con panche per mangiare. A mezzogiorno non ho voluto mancare allo spettacolo del carillon che sta sulla torre del Neues Rathaus, nella mitica Marienplatz. La piazza era gremita di turisti di tutte le nazionalità, e già da quando mancavano alcuni minuti a mezzogiorno, stavamo tutti con il naso all'insù quasi in trepida attesa.

 

Finalmente il carosello delle figure, accompagnato dai suoni del carillon è iniziato, e subito si è levato dalla piazza un coro di "ohohohoh"...indicante meraviglia e soddisfazione dei tanti turisti presenti. Lo spettacolo del carosello, che dura ben 10 minuti è bello, ma io mi sono divertito anche a guardare le espressioni dei visi dei turisti, che ripetevano il coro di meraviglia, anche quando il carosello cambiava scena!


Ho pranzato nel Biergarten annesso alla
Hofbräuhaus, la più famosa birreria di Monaco, e proprio davanti al mio tavolo c'era l'orchestrina che allietava l'ambiente con musica bavarese. Terminato il pranzo, il mio stato d'animo era di grande felicità e soddisfazione ed avevo l'impressione che tutti intorno a me provassero le stesse mie sensazioni! Chissà...forse per effetto della birra bevuta?!?!...

 

Quindi mi sono avviato lentamente verso il giardino inglese, soffermandomi prima ad ammirare i vialetti molto ben curati e ricchi di fiori dell'Hofgarten, al centro del quale c'è un tempietto rotondo con alcuni sedili in pietra, provvidenziali per chi, come me, desiderava riposarsi un po' all'ombra e godere nello stesso tempo della vista di questo splendido ex giardino di corte. Ma da lì al giardino inglese il passo è breve, perchè basta attraversare una strada e ci si trova subito all'ingresso sud di questo meraviglioso ed immenso parco.

 

E' caratterizzato da estesi prati, boschi, laghetti, piccoli corsi d'acqua che sono diramazioni del fiume Isar, e dalla presenza di due grandi Biergarten. Esso costituisce in estate una sorta di località balneare per i monacesi, dove qui possono trascorrere molte ore, sdraiarsi sull'erba ad abbronzarsi, fare il bagno nei corsi d'acqua, per poi rifocillarsi nei Biergarten, affollati a tutte le ore. Qui ho trascorso gran parte del pomeriggio, godendomi in pieno tutta la bellezza del posto.

 

Poi sul tardi ho cenato, se così si può dire, nel Biergarten sotto la "Pagoda Cinese", mangiando un "groß Brez'n", la tipica ciambella salata ma in formato grande, e bevuto un "Maß Ruß'n", un litro di birra chiara miscelata al 50% con limonata, bibita molto diffusa in Baviera assieme alla "Radler" (cambia solo il tipo di birra) abbastanza dissetante e rinfrescante. Il tutto come sempre, allietato dalla musica dell'immancabile orchestrina, che stava al primo piano della pagoda. Mangiare in questi Biergarten, seduti ai tavoli assieme ad altre persone, tra gente vivace ed allegra, è simpatico e coinvolgente, e richiama alla mente un po' le nostre feste paesane.

 

Poi, salito sulla bici, con poche pedalate sono giunto alla stazione centrale, dove c'era ad attendermi il treno per Ancona. Durante il viaggio, mentre tentavo di addormentarmi, pensavo a cosa avrei raccontato a casa, e così mi tornavano in mente tanti episodi da me vissuti in questa mia piccola avventura bavarese, le persone incontrate, i luoghi visitati, la gentilezza di chi mi si avvicinava per offrire il proprio aiuto quando notavano la mia incertezza sulla direzione da prendere, le mie due impagabili amiche!

 

Ho fatto pure un breve bilancio del viaggio, che è risultato fortemente in attivo: ho incontrato due care e simpatiche amiche, ho visitato un po' di Baviera dando anche sfogo alla mia passione per il cicloturismo, ed ho fatto anche un po' di esercizio di tedesco!


Naturalmente ho anche pensato... "devo ritornarci!"

 

Aldo Tortorelli

atortorelli@libero.it

 

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