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Sissi, Sisi
oppure Lisi?

Il signor Paul
Heinemann è un antiquario di Starnberg, deliziosa
cittadina sull’omonimo lago bavarese, che ha una grande
passione per tutto ciò che riguarda la principessa
Elisabetta di Baviera, diventata imperatrice d’Austria
nel 1854.
Egli colleziona cimeli, libri, lettere ed oggetti vari
legati al suo “mito”. Con la simpatica moglie che asseconda
il suo hobby e coadiuvato da qualche appassionato, gestisce
privatamente un piccolo museo dedicato a Sissi,
situato nella restaurata sala d’aspetto della vecchia
stazione di Possenhofen, un tempo riservata ai membri del
ramo ducale della famiglia Wittelsbach per i loro
spostamenti dal palazzo di Monaco al castello sul lago.
In occasione del centenario della morte (1998) il signor
Heinemann, forte delle sue conoscenze in materia e animato
dalla sua autentica passione, ha sostenuto con articoli
apparsi sulla stampa tedesca che Elisabetta di Baviera, nota
come Sissi o Sisi, in realtà era chiamata Lisi e
proprio in questo modo si firmava nella corrispondenza
confidenziale di cui lui possiede alcuni originali.
Quindi “Lisi”, e non “Sisi” o “Sissi” come ovunque
viene citata.
“Lisi” è infatti il diminutivo di Elisabeth e sembrerebbe
che a far nascere per errore quello di “Sisi” sia
stato addirittura il giovane imperatore d’Austria
Francesco Giuseppe che interpretò come una “S” maiuscola
la svolazzante “L” con cui la sua innamorata si firmava.
“Tutto Baviera” ha avuto modo di conoscere il signor
Heinemann, di visitare il piccolo museo e visionare le copie
delle lettere con questa discussa firma che sembra
rendere convincente la sua teoria.
Di parere contrario è Brigitte Hamann, la nota
biografa di Sissi. Lei sostiene infatti che l’unico che la
poteva chiamare “Lisi” era suo padre, il duca Max di
Baviera, in quanto esiste una lettera a lui indirizzata e
firmata proprio in questo modo. La madre, le sorelle ed i
fratelli - prosegue la storica tedesca - la chiamavano
abitualmente “Sisi” (con una “s” soltanto).
La Hamann ha dichiarato che molto probabilmente l’antiquario
di Starnberg ha innescato questo dibattito sui giornali per
farsi pubblicità.
Il nome “Sissi” (con doppia “s”) è invece scaturito
con risonanza internazionale a partire dalla metà degli anni
’50 in seguito alla proiezione dei film
storico-edulcorati del regista viennese Ernst Marischka
con l’indimenticabile Romy Schneider nel ruolo della
protagonista.
Ad ogni buon conto, per contrastare le teorie precedenti,
nella targa commemorativa posta sul palazzo ducale
della Ludwigstrasse 13 a Monaco per ricordare la nascita di
Elisabetta hanno usato ancora un altro diminutivo - “Sissy”,
con doppia “s” e addirittura con la “y” finale - che veniva
usato da alcuni membri della famiglia come la principessa
Teresa di Baviera e la contessa Maria Larisch.
Chi avrà ragione?
Fabio Zeggio
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