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Personaggi famosi
Enrichetta Adelaide
di Savoia

Sua madre,
Cristina di Francia, intravedeva per lei un matrimonio con
il futuro Re Sole, ma il destino la portò alla corte di
Baviera.
Enrichetta Adelaide nacque a Torino il 6 novembre 1636. Era
figlia di Vittorio Amedeo I di Savoia, una delle più nobili
e titolate famiglie dell’epoca, e di Cristina di Francia,
sorella del re Luigi XIII. Era l'ultimogenita ed aveva una
sorella gemella. Era di costituzione delicata e debole,
tanto da meritarsi l’appellativo “la tenerina” che l’ha
accompagnata per tutta la sua vita.
Nonostante questi problemi avuti durante l’infanzia, la
principessa diventò un’adolescente di bell’aspetto, di
temperamento regale e, come soltanto poche fanciulle
potevano avere, possedeva cuore, anima e generosità. Nella
conversazione era spigliata ed equilibrata e non risultava
mai altera, come poteva comportare il suo rango, ma al
contrario era dolce ed amichevole.
Queste sue doti facevano parte dell’opinione espressa
dall’inviato francese presso la corte di Baviera al principe
elettore Massimiliano I, che era alla ricerca della giusta
sposa per il suo erede Ferdinando Maria, anch’egli maturo e
liberale nonostante la sua giovane età.
Enrichetta Adelaide, non ancora quattordicenne, possedeva
così tanto talento che convinse il principe elettore a
chiederla ufficialmente in sposa per suo figlio. Il conte Kurz, abile ministro bavarese, fu inviato a Torino per
illustrare l’impegno di matrimonio che i Savoia accettarono.
Fu così che
l’8 dicembre 1650, nel Duomo di Torino, fu celebrato il
matrimonio per procura tra Enrichetta Adelaide e Ferdinando Maria, rappresentato dal fratello prediletto di lei Carlo
Emanuele. La giovane sposa indossava un fantastico abito di
broccato argentato con ricami in oro, un regale mantello ed
una corona tempestata di diamanti.
L’accompagnavano il fratello di lei e l’inviato del Papa. La
principessa era palesemente emozionata dal festoso evento,
pianse molto, ma, salita sulla passatoia posta di fronte al
Duomo, si fermò a salutare la folla lì convenuta. Questo
gesto istintivo e la sua spontaneità rimasero le
caratteristiche della sua esistenza.
Dopo il matrimonio seguirono grandiosi festeggiamenti in
piazza Castello, tra cui il grandioso torneo “Gli Hercoli
domatori de’ mostri”, di cui si trova riscontro nei
documenti dell’Archivio Storico della città di Torino.
Data la sua giovane età, Adelaide avrebbe dovuto rimanere
ancora a Torino per un lungo periodo, anche per studiare la
lingua tedesca, prima di raggiungere il suo sposo a Monaco,
di cui aveva visto soltanto un piccolo ritratto.
La precoce morte del principe elettore Massimiliano I,
avvenuta nel settembre 1651, fece anticipare la sua partenza
per Monaco. Ferdinando Maria la volle difatti al più presto
presso di se e il conte Kurz fu inviato nuovamente a Torino
per condurla alla corte di Baviera.
Nonostante sapesse che nel nuovo paese era terminata la
lunga e difficile Guerra dei Trent’anni e c'era un periodo
di pace, Adelaide trovò molto duro il distacco dalla sua
terra natale e dalle sue abitudini.
Fortunatamente
il suo istinto di donna le fece apprezzare da subito il
giovane Ferdinando Maria che la raggiunse nella sua stanza,
le asciugò le lacrime e la baciò teneramente. A lei parve
più bello del ritratto visto a Torino, così almeno scrisse
alla madre. Per Ferdinando Maria fu amore a prima vista: i
due giovani si piacquero e il loro legame affettivo durò per
tutta la vita.
Adelaide, nel suo viaggio, dapprima incontrò a Wasserburg la
principessa Maria Anna d’Asburgo, madre dello sposo,
dopodichè il 21 giugno 1652 raggiunse Monaco, scortata da
cavalieri e accolta da ali di folla festante nonostante la
forte pioggia.
Al passaggio della Isartor furono sparati cento colpi di
cannone e suonarono tutte le campane della città. Raggiunse
la Frauenkirche dove fu cantato il Te Deum e a seguire
arrivò alla Residenz, il palazzo di corte.
Il matrimonio
religioso fu celebrato il 25 giugno, alle nove di sera,
nella cappella di corte e in tutta intimità secondo la
tradizione di Casa Wittelsbach. I primi anni non furono per
lei facili a causa della rigida etichetta imposta dalla
suocera che mantenne come reggente il controllo della corte,
fino al raggiungimento della maggiore età di Ferdinando Maria.
Qui a Monaco non vi era il lusso a cui Adelaide era abituata
a Torino, in più il clima era rigido, esistevano altre
usanze e il tutto, unito alla nuova lingua, rendeva la
vita
complicata. Nelle lettere inviate a casa la principessa si
lamentava anche delle levatacce mattutine, del coricarsi
presto la sera, subito dopo l’Ave Maria, e delle pretese
dell’elettrice Maria Anna che voleva che si occupasse, come
già lei stessa faceva, di certe mansioni domestiche, che
Adelaide considerava disdicevoli per una principessa e non
la assecondò, nonostante il desiderio di Ferdinando Maria
fosse quello di compiacere la madre.
Queste lamentele non trovarono ascolto a Torino e la madre
le rispose, inviandole i fazzoletti di pizzo che desiderava
e delle manopole bordate di pelliccia come era di moda alla
corte sabauda.
La saggia madre nelle sue lettere la consigliava di
sforzarsi a capire il carattere del suo consorte, di
conquistare il suo cuore, di comportarsi con modestia,
evitando le critiche, e di farsi voler bene e stimare dalla
suocera, dimostrandole affetto e venerazione, e nelle
questioni politiche di essere neutrale e pensare sempre a
vantaggio del proprio marito.
La madre così prosegue: “Adattati a tutto ciò che a lui fa
piacere, sia nella caccia che negli altri divertimenti,
anche quando non ne hai desiderio. Soprattutto sforzati di
dialogare nella loro lingua in maniera da essere capita e
non fraintesa”.
Per dissipare tutte queste tensioni, la madre le inviò
un’arpa che pensava fosse un rimedio adatto ad Adelaide, che
era musicalmente dotata. Ringraziò la madre del dono
ricevuto, informandola che aveva già trovato un cappellano
ed un musicista di corte che l’avrebbero esercitata nel
canto e nel suono.
Adelaide era contraria alla caccia perché riteneva che
l’uomo non aveva alcun diritto ad uccidere innocenti animali
ma gli ammonimenti della madre la aiutarono a superare
questa sua avversione e per compiacere il consorte partecipò
a diverse battute di caccia nei boschi bavaresi e alla sera
si rilassava cantando e suonando l’arpa, accompagnata alla
spinetta da Ferdinando Maria.

«Gli Hercoli
domatori de’ mostri»
Festeggiamenti a Torino
[Archivio
Storico della Città di Torino]
Dopo questo
iniziale periodo un po’ difficoltoso, seguirono tempi
veramente felici, tanto che il principe elettore scrisse a
sua suocera assicurandole che la vita con la sua amata
figlia scorreva nella più ampia concordia e che lui non
desiderava niente di più.
Adelaide amava soggiornare al castello di Trausnitz presso
Landshut ma cominciò anche a piacerle la residenza di Monaco
ed andava orgogliosa delle sue stanze decorate da un famoso
pittore fiammingo, arricchite con marmi preziosi,
meravigliosi tappeti e splendidi mobili.
Nelle sue lettere a Torino scrisse che la Residenz le
sembrava quanto di meglio si potesse immaginare.
Un nuovo,
speciale divertimento furono le escursioni invernali in
slitta. Durante il periodo natalizio del 1653 i monacensi si
ricordano di una lunga fila di slitte attraversare la città.
Nella prima slitta tutta dorata, a forma di leone e
rivestita di velluto rosso, c'era la giovane principessa al
posto di guida - era nota la sua abilità nel condurre la
slitta - e a fianco le sedeva il consorte. Dietro alla
coppia principesca seguivano altre quindici slitte con dame
e cavalieri. Staffette e valletti chiudevano questo corteo
invernale.
L’amore della giovane sposa per il suo consorte crebbe ancor
di più dopo la morte della suocera, infatti l’usanza di
coricarsi presto non venne più rispettata e furono
organizzate gite notturne in slitta. Adelaide esultava come
una bambina quando le fiaccole rischiaravano le buie strade
rendendole spettrali tra i bianchi fiocchi di neve, e quando
il festante scampanellio risvegliava e faceva fuggire
fagiani e conigli al suo passare.
Questi divertimenti, come pure le gioie e le premure amorose
dello sposo, erano offuscati dal fatto che la coppia era
ancora senza figli. I medici suggerirono ad Adelaide una
cura termale a Bad Heilbrunn. Il principe elettore, per
mezzo dei monaci di Benediktbeuern, fece costruire una casa
per Adelaide e per il suo svago fece spedire una barca da
Starnberg ad un lago vicino. Nel giugno 1659 Ferdinando
Maria fece visita alla consorte, trovandola più in salute e
tranquilla. La sorgente iodica di Heilbrunn si chiama ancora
oggi la “sorgente di Adelaide” a ricordo della cura fatta
qui.
Il 30 marzo 1660 Adelaide scrisse alla madre che era in
felice attesa e il 7 novembre venne alla luce la principessa
Anna Maria Cristina. Adelaide che, proprio il giorno prima
aveva compiuto 24 anni, era molto felice. Ora la coppia
principesca desiderava ardentemente l’erede al trono: per
ottenere questa grazia fecero un pellegrinaggio al santuario
mariano di Altötting e voto a San Gaetano, venerato
da Adelaide, di costruire una chiesa e un convento per i
Padri Teatini qualora fosse nato l’atteso figlio maschio.
Questo desiderio si avverò l’11 luglio 1662 con la nascita
di Massimiliano Emanuele.
Ferdinando
Maria era talmente felice che donò alla giovane madre un
diamante di valore inestimabile, un cofanetto pieno di
pietre preziose ed un orologio con carillon, una novità per
l’epoca. Per la sua prima cavalcata dopo il parto il
principe le fece trovare in regalo un magnifico cavallo
bianco, donandole anche dei possedimenti a ovest di Monaco,
sul cui terreno si sarebbe costruita una residenza estiva:
il castello di Nymphenburg.
Per celebrata la nascita seguì una settimana di
festeggiamenti con rappresentazioni d’opera al Salvator-Theater, il teatro di corte, tornei e fuochi
d’artificio per gli ospiti convenuti, conclusi i quali
Adelaide si interessò alla desiderata costruzione. Con vivo
interesse iniziò a studiare i disegni e i programmi di
realizzazione. Un unico parco avrebbe contenuto la
costruenda residenza denominata Nymphenburg (castello delle
ninfe), arricchita da canali, fontane e cascate ed adatta
per sontuose feste, anche notturne.
Adelaide desiderava qualcosa di simile al castello del
Valentino di Torino, costruito sul Po, dove risiedeva la
madre nella bella stagione, e per questo ha fatto esaminare
il progetto agli architetti della corte sabauda Andrea e
Amedeo di Castellamonte.
Mentre era coinvolta con le modifiche del progetto, giunse
la triste notizie della morte di sua madre Cristina.
Profondamente scossa dalla perdita, Adelaide si strinse
ancor di più al suo consorte e ai figli e diede seriamente
inizio alla costruzione della Theatinerkirche e dell’annesso
convento per tenere fede al voto fatto a San Gaetano.
All’inizio di aprile del 1663 fece chiamare a Monaco
l’architetto bolognese Agostino Barelli, vista
l’indisponibilità del Guarini che era impegnato alla corte
di Torino, che preparò una pianta della chiesa ispirandosi a
S. Andrea della Valle di Roma, chiesa madre dei Teatini. Il
29 aprile fu posta la prima pietra.
Ci vollero quasi cent’anni per completare la costruzione
nella quale si alternarono diversi architetti oltre al
Barelli e tra i più importanti ricordiamo Viscardi, Spinelli
e Zuccalli, che completò i due campanili nel 1696. La
semplice e grezza facciata venne concepita in stile rococò
dagli architetti Cuvilliés padre e figlio, che fecero anche
interventi ornamentali alla cupola e ai campanili, e
terminata a metà del 1700.
Mentre progrediva la costruzione della chiesa e fioriva il
barocco italiano alla corte di Monaco, Adelaide accompagnò
Ferdinando Maria alla Dieta di Regensburg del 1664 quando
nessuno se lo sarebbe aspettato. La principessa, convinta di
essere portata anche per la politica, intervenne nelle
questioni di governo in maniera fattiva ma riservata, come
le aveva consigliato a suo tempo la madre.
Ferdinando Maria riconobbe ed apprezzò l’intelligenza ed il
talento della sua sposa e spesso la consultava su importanti
temi, quali la scelta dei ministri e importanti affari di
stato come la corrispondenza con Luigi XIV di Francia e il
suo ministro Hugues de Lionne, facilitata dall’ottima
conoscenza della lingua francese. Alla Dieta di Regensburg
Adelaide, mediante il suo tatto e la sua affascinante
dialettica, riuscì effettivamente ad ottenere alcuni
vantaggi per la Baviera.
I due anni che
seguirono, 1665 e 1666, furono anni molto dolorosi per
Adelaide perché perse tre figli – ne perderà un quarto nel
1670 – e questo influì negativamente sul suo stato di salute
tanto da indurre il principe elettore ad accompagnarla alla
cure termali di Battaglia, vicino a Padova.
Questo viaggio (1667) la portò per la prima volta in Italia
dopo le nozze e qui si incontrò con il suo amatissimo
fratello Carlo Emanuele II, duca di Savoia. Dopo una breve
visita di stato a Venezia, dove furono ricevuti con grande
solennità dal doge, la coppia ritornò a Monaco dopo
un’assenza di tre mesi.
A Venezia videro il modello del Bucintoro, il battello
sfarzoso e dorato che era utilizzato dai dogi per la
cerimonia dello sposalizio della città con il mare e che li
interessò vivamente tanto che Ferdinando Maria decise di
farne costruire uno per la gioia della sua consorte. Fu
chiamato l’italiano Francesco Santurini, architetto e
scenografo di teatri, a cui fu affidata la realizzazione di
una grande barca di gala ispirata all’originale veneziano,
un prezioso divertimento per Adelaide. Oltre al Bucintoro fu
approntata una flotta completa formata da battelli per le
dame di compagnia, per i cavalieri e per paggi e servitori.
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