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Antonio
Quarta ci racconta nei dettagli il suo viaggio alla scoperta
del re delle favole Ludwig II tra castelli, paesi e
panorami naturali mozzafiato. A seguire l'inizio del
racconto e al fondo, in formato pdf, il testo integrale.
Buona lettura!
Luogo di
partenza Ferrara, dove abito, mezzo sempre auto: dalla città
estense dopo alcuni chilometri entriamo nella SS34 (“Transpolesana”)
che percorriamo per circa 90 km fino a Verona. Da qui si
entra in autostrada (consiglio di entrare direttamente in
A22 del Brennero, al casello di Verona-nord) e si prosegue,
per circa 150 chilometri. Usciamo al casello di Bolzano-sud.
Da Bolzano si prosegue per la pittoresca SS38 e dopo circa
30 chilometri eccoci a Merano, città in eccellente posizione
geografica posta alla confluenza del fiume Passirio
nell’Adige, circondata da colline coperte di frutteti e
vigneti. Siamo in Val Venosta (Vinschgau in tedesco),
sinonimo di mele gustose. Questa amena valle, tra le meno
piovose in assoluto, si estende dal tratto iniziale del
corso dell’Adige (Passo di Resia al confine con l’Austria),
fino ad arrivare a lambire Merano.
Subito dopo
alcuni chilometri proseguendo sempre per la SS38 arriviamo a
Lagundo, dove una sosta ristoratrice è dovuta: proprio sulla
strada si trova un grande complesso armoniosamente decorato
che è molto più di una birreria o di una fabbrica; è proprio
la “Forst” (come qui viene espressamente chiamato questo
luogo), poiché proprio in questa terra nacque una nuova
fabbrica di birra: la Forst (foresta in tedesco) appunto!
Proseguiamo
per la SS38 dello Stelvio e attraversiamo diverse località
tra cui Naturno, Silandro e Spondigna (qui la SS38 prosegue
poi per il Passo dello Stelvio, distante circa 25
chilometri). A Silandro merita una visita la chiesa
parrocchiale con il campanile più alto di tutto l’Alto
Adige: esso, alto circa 100 metri e leggermente piegato per
poter resistere meglio alle raffiche di vento, è in stile
gotico.
Da Spondigna
il viaggio attraverso questa pittoresca valle continua e
percorriamo ora la SS40 passando Sluderno, Glorenza, Malles
Venosta per poi iniziare a salire fino ad arrivare al Passo
di Resia.
A Sluderno è
assolutamente da vedere Castel Coira (il castello è aperto
da marzo a novembre tutti i giorni escluso il lunedì, sempre
con visita guidata), sicuramente il maniero più importante
dell’Alto Adige. Gioiello della
Val Venosta, rivolto verso il massiccio dell’Ortles (la più
alta vetta della regione con i suoi 3905 metri) si erge uno
dei complessi più famosi della regione. Ad un tiro di
schioppo dal castello si trova Glorenza (Glurns in tedesco)
a circa 900 metri d’altezza e che conta 900 abitanti.
Glorenza è l’unica città-fortezza rimasta quasi interamente
intatta nella regione.
Lasciamo
Glorenza è nelle immediate vicinanze troviamo Malles Venosta,
indi Burgusio dove, nell’adiacente bosco, immersa nel verde
fa bella mostra a se, l’abbazia di Monte Maria fondata dai
benedettini nel dodicesimo secolo. Continuiamo per la
statale 40 e dopo pochi chilometri si arriva al lago della
Muta, accompagnato da paesaggi sempre più alpini. Quasi
attaccato, si trova il lago di Resia (di origine recente,
1950). Qui particolare attenzione merita il campanile
dell’antica Curon Venosta (sicuramente il monumento più
fotografato della Val Venosta), che emerge dalle acque del
lago (ved. foto a lato). Sotto la superficie del lago vi è
la parrocchiale trecentesca cui apparteneva, a ricordo del
vecchio paese di Curon che insieme a S. Valentino alla Muta
e Resia dovette essere abbandonato per la costruzione del
nuovo bacino idroelettrico.
Ancora pochi
chilometri e giungiamo al Passo di Resia (Reschenpass), a
quasi 1500 metri sul livello del mare, che segna il confine
con l’Austria e funge da spartiacque tra il corso del fiume
Inn e l’Adige. Da Ferrara
fino al confine abbiamo percorso, fino ad ora 370
chilometri!
Oltrepassato
il Passo di Resia proseguiamo il viaggio e oltrepassiamo
Serfanis, Landeck, (cittadina del Tirolo di circa 10.000
abitanti posta a circa 900 metri d’altezza) fino a giungere
a Imst. Dal confine abbiamo percorso 70 chilometri su strade
statali pressoché perfette! Qui ci può stare una breve sosta
approfittando del conosciuto Mc Donald ben visibile essendo
proprio sul nostro itinerario. Da Imst proseguiamo e
oltrepassato Nassereith dopo circa 5 chilometri giungiamo al
“Fernpass” a 1210 metri sul livello del mare. Qui si trova
una stazione di servizio ed un ristorante. Un piccolo stop
per ammirare il panorama circostante è gradito! Innumerevoli
sono i ciclisti che incrociamo: da quelli con bagagli al
seguito e biciclette che sembrano motociclette tanto sono
equipaggiate, a quelli occasionali della semplice
passeggiata, fino ai “veri scalatori” a loro agio su questi
saliscendi!
Sono
innumerevoli, poi, anche i motociclisti che incontriamo,
alcuni dei quali “attrezzati” per chissà quale avventura… Continuiamo il
nostro viaggio e dopo aver percorso un tunnel oltrepassiamo
la cittadina di Lermoos, località a circa 1000 metri
d’altezza, famosa perché poco distante dalla vetta più
elevata della Germania, lo “Zugspitze”.
Siamo quasi
arrivati a Füssen: la nostra meta dista meno di 50
chilometri! Oltrepassiamo
anche Reutte continuando a percorrere strade perfette:
pensate, fino ad ora non abbiamo trovato sulla nostra strada
la minima buca , nonostante i diversi cartelli stradali che
indicano le avverse condizioni meteorologiche, qui
sicuramente presenti durante l’inverno.
Senza quasi
accorgerci oltrepassiamo la frontiera austriaca ed eccoci in
Germania! Siamo nella
verde Baviera, la regione più grande della Germania con
capitale la cosmopolita Monaco che annovera bellezze
paesaggistiche ed artistiche, abbinate ad un folklore di
rinomata tradizione, che sono una delizia per gli occhi!
Il cartello
stradale che ci indica Füssen è accolto con grande
soddisfazione: il paese tedesco famoso per i suoi castelli
reali dista solamente alcuni chilometri.
Appena entrati
in Füssen ci troviamo davanti l’hotel prenotato. La scelta
si rileva assolutamente indovinata: il personale dell’Hotel Sonne ci accoglie in maniera molto garbata e sorridente.
E’ un ottimo hotel (appartenente alla Fam. Hanauer),
categoria “4 stelle”, recentemente ammodernato ed ampliato e
situato, oltretutto, in posizione privilegiata, essendo
all’inizio della zona pedonale. Dispone di un caratteristico
e frequentato cafe-bar, di un buon ristorante (al primo
piano), di una sala wellness (al quarto piano), di un
fornitissimo shop (“Bavaria”) al piano terra e di un comodo
parcheggio. Da menzionare azzeccate “innovazioni” come ad
esempio l’accensione della luce nei luoghi comuni durante il
passaggio ed anche in camera. Le camere, inoltre, sono ben
curate e con diverse tipologie di interni ed arredamenti.
Merita poi almeno una foto anche il bellissimo poster
all’interno dell’ascensore avente come soggetto… il motivo
principale di questo mio viaggio, ovverosia il celebre
castello di Neuschwanstein!
Antonio
Quarta
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